Oggi la marcia dei senegalesi

In corteo fino al Comune per chiedere una sistemazione
MONTESILVANO. Partirà questa mattina alle 10, dal pontile di via Finlandia, la marcia della solidarietà, un corteo promosso dalla comunità senegalese sgomberata da via Ariosto. La manifestazione, che arriverà fino al Comune in piazza Diaz, è un modo per far sentire la voce delle 80 persone che da quasi due mesi vivono alla giornata senza più un tetto. Ma alla vigilia dell’evento, non mancano le polemiche. «Pur avendo dimostrato sensibilità e solidarietà nei confronti della comunità degli immigrati», commenta il consigliere Mauro Orsini, «mi trovo assolutamente contrario e fortemente critico verso ogni forma di protesta contro la pubblica amministrazione dopo lo sgombero. Il sindaco e la sua maggioranza avrebbero dovuto chiudere gli occhi di fronte all’illegalità diffusa all’interno del ghetto, all’inagibilità delle strutture e alle critiche condizioni igienico sanitarie?». Decisamente più duro il portavoce del comitato #RiprendiamociMontesilvano, Marco Forconi, che pur garantendo che il gruppo non ostacolerà in nessun modo la manifestazione, invita i cittadini a disertare il corteo. «Gli italiani che vi prenderanno parte (rappresentanti istituzionali compresi)», sottolinea, «saranno considerati complici del degrado e dello spaccio di droga che imperversano sul litorale e, pertanto, ritenuti sgraditi alla città».
Intanto, sempre sul fronte immigrazione, dopo la lettera aperta scritta dal sindaco Francesco Maragno al premier Gentiloni, questa volta è il comitato di via Firenze, presieduto da Osvaldo Cucciniello, a mandare una missiva al ministro dell’Interno Marco Minniti. Dopo aver sottolineato tutti i disagi lamentati dai residenti di Villa Verrocchio, dalla prostituzione ai bivacchi, il comitato scrive: «Non vogliamo ricorrere a forme di proteste eclatanti, ma sancire il ruolo che uno stato di diritto deve assicurare ai suoi cittadini in un contesto in cui l’assenza delle istituzioni è tangibile». Il comitato chiede al ministro «di assicurare, nel rispetto di un rapporto improntato sui diritti/doveri del cittadino con la pubblica amministrazione, un suo autorevole intervento per restituire alla gente del quartiere serenità e sicurezza». (a.l.)

