Ogni mese acqua tagliata a 400 morosi

L’erogazione viene ridotta dall’Aca per chi non ha pagato per il consumo idrico o non ha rispettato il piano di rateizzazione
PESCARA. Sono un centinaio le famiglie che ogni settimana subiscono una limitazione dell’acqua perché risultano morose. Sono quelle famiglie che non hanno pagato le bollette, poi non hanno dato seguito ai solleciti che hanno ricevuto e non hanno rispettato neppure il piano di rateizzazione del debito. A volte la riscossione diventa un’impresa, per l’Azienda consortile acquedottistica, e quello della morosità è diventato un problema «grande, serio» anzi è il problema principale dell’Aca e ne ha determinato «la crisi finanziaria», fa notare il presidente Luca Toro. Non si può negare che esiste una «difficoltà» nella gestione dei crediti verso gli utenti, ma si è cercato di andare incontro ai morosi ed è stato messo a punto un piano di azione che tiene conto della crisi di molte famiglie che non riescono a saldare il debito legato al consumo di acqua. Tra l’altro, in questa fase l’Aca sta «affidando un bando per il recupero dei crediti nei confronti degli utenti disdettati, sta mettendo a punto un sistema più evoluto di controllo di gestione, per monitorare meglio e in maniera più puntuale la situazione, e ha presentato una domanda al Mef per diventare soggetto per la riscossione».
Proprio in questi giorni la questione è molto attuale per chi non è in regola, perché sono partiti una serie di solleciti di pagamento. Ma per l’Aca si tratta di un’attività «sistematica» che viene portata avanti ormai da «due o tre anni», come spiegano dalla direzione finanziaria/economica. E la procedura, fanno notare, è piuttosto articolata prima di arrivare alla limitazione dell’erogazione dell’acqua, «che non è un distacco». Questo vuol dire che i circa cento utenti che ogni settimana si vedono ridotta l’erogazione hanno avuto, nel tempo, più di una possibilità di saldare il debito. E hanno sempre la possibilità di ripianare la situazione: è sufficiente pagare una rata del piano di rientro per riavere l’acqua regolarmente.
«Come prima cosa», dicono sempre dall’Aca, «si invia un sollecito bonario a chi ha un debito. Se si provvede a saldare non sono previste spese aggiuntive. Se, invece, non si salda si procede con un secondo sollecito, con un preavviso di distacco (in questo caso c’è l’aggravio di un aggio). Il terzo passaggio è la consegna di una lettera direttamente a casa da parte di personale incaricato: di fatto è un terzo sollecito ed è possibile pagare subito, attraverso il Pos, altrimenti c’è una settimana di tempo per versare il dovuto. È possibile, per gli utenti morosi, ottenere un piano di rientro oppure pagare la somma integralmente, per evitare la riduzione di portata». Alle famiglie che hanno messo da parte più bollette insolute, come accade spesso, l’Aca fa sapere che sono previste «delle agevolazioni per le utenze deboli, con il reddito Isee fino a 12 mila euro», e per aiutare chi è in difficoltà è stato «ammorbidito il regolamento». È prevista una differenziazione delle rate, in caso di rateizzazione, e l’importo (da 40 a 75 euro) cambia in base al reddito. Per gli utenti che pagano tramite Rid, poi, è previsto il rimborso completo del deposito cauzionale. Sempre «per agevolare gli utenti», sono state inserite on line sul sito internet (www.aca.pescara.it) una serie di funzioni: «24 ore su 24 ci si può registrare, esaminare la propria posizione, eseguire delle operazioni e pagare tramite Pos».
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