Ogni visita dura 45 minuti, ma solo per una persona al giorno
Per accedere agli ambulatori, bisogna oltrepassare il controllo di una guardia giurata «che spesso», reclamano i pazienti, «ci blocca impedendoci l'accesso agli ambulatori con giustificazioni varie»....
Per accedere agli ambulatori, bisogna oltrepassare il controllo di una guardia giurata «che spesso», reclamano i pazienti, «ci blocca impedendoci l'accesso agli ambulatori con giustificazioni varie». Ieri mattina, però, non è accaduto e due donne hanno potuto raggiungere gli studi medici senza essere fermate. Ogni visita dura 45 minuti e gli psicoterapeuti (di cui due operanti in convenzione) in servizio per sei ore ogni turno, mattino o pomeriggio, possono ricevere attualmente, dal lunedì al venerdì, un paziente al giorno contro 4 al giorno fino al dicembre scorso. In sei ore di lavoro, dunque, svolgono un colloquio clinico alle otto del mattino (anche se da un pannello di indicazione posto nei corridoi risulta cancellato il servizio di psicologia clinica); una seduta psicoterapeutica che può essere fissata alle 10,30 o alle 14, invece talvolta, «il cervellone fissa anche 3 appuntamenti alla stessa ora, con il risultato che due utenti sono costretti a disdire perché il medico non può certo ascoltare tre pazienti insieme». Le restanti ore vengono occupate dalla somministrazione di test per lo sviluppo intellettivo (rivolti a pensionati o chi deve rinnovare la patente), operazione «normalmente appannaggio di altre figure professionistiche come lo psicotecnico». Impegni, quest’ultimi, che «distraggono gli psicoterapeuti con compiti non attinenti alla propria qualifica». Anche a tale riguardo, i vertici della Asl, a dicembre hanno ricevuto una nota di "diffida" da uno dei dirigenti medici. Nel documento il professionista, appreso della "nuova organizzazione" richiede che la sua «agenda personale non venga modificata, ma riconfermata tale e quale per non generare grave danno all'utenza in cura presso di me e grave danno alla professionalità del sottoscritto», che altrimenti si vedrebbe costretto a «rivalersi nelle sedi opportune». (c.c.)

