Ok all’assegno unico per i figli: a chi spetta

31 Marzo 2021

Dal 1° luglio entra in vigore la nuova misura di sostegno alle famiglie L'importo varierà da 80 a 240 euro mensili in base a età e reddito Isee

Cancellati bonus bebè, detrazioni a carico, bonus mamma e assegni al nucleo familiare. Dal 1° luglio 2021 entrerà in vigore una nuova misura di sostegno alle famiglie con figli. L'assegno unico universale, che aveva già ottenuto il via libera della commissione lavoro del Senato, è passato anche al vaglio dell’aula (227 sì, nessun voto contrario, 4 astenuti), e azzera tutti gli attuali strumenti e benefìci, rivoluzionando il concetto di aiuti ai nuclei familiari. Un contributo che varia tra gli 80 e i 250 euro al mese, per ciascun figlio. Secondo le prime stime, 1,3 milioni di famiglie riceveranno meno rispetto ai bonus attuali: a essere penalizzati, soprattutto i lavoratori dipendenti a favore di autonomi e incapienti.
ASSEGNO UNICO
Sarà un contributo mensile o un credito d’imposta, che le famiglie riceveranno per ciascun figlio, a partire dal settimo mese di gravidanza, fino ai 21 anni di età. In caso di maggiore età potrà essere erogato direttamente ai figli. L'importo varierà da 80 a 240 euro mensili, da calcolare in base all’età del figlio e al valore dell’Isee del nucleo familiare, e sarà diviso in parti uguali tra i genitori. È prevista una maggiorazione a partire dal secondo figlio, con un aumento tra il 30% e il 50% in caso di figli disabili.
A CHI SPETTA
L’assegno andrà a tutte le famiglie, compresi incapienti, autonomi e partite Iva – ed è questa una delle principali novità – finora escluse perché gran parte dei sostegni per i figli sono legati al contratto di lavoro dipendente o a detrazioni, che non si percepiscono con livelli di reddito sotto la no tax area. Questa misura, nelle intenzioni del Governo, prevede un riordino della normativa welfare. La sua introduzione, a partire dal 1° luglio prossimo, dovrebbe coincidere con la cancellazione degli attuali sussidi familiari: bonus bebè, detrazioni figli a carico, bonus mamma di 800 euro, assegni al nucleo familiare.
REQUISITI NECESSARI
È riconosciuto ai cittadini italiani o di uno Stato membro dell’Unione europea, o familiari, titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno annuale, soggetti tenuti al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia, residenti e domiciliati in con i figli a carico in Italia per la durata del beneficio, residenti in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, ovvero titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno biennale.
CALCOLO ASSEGNO
Per il calcolo servirà il modello Isee. Sarà strutturato secondo i seguenti parametri: un assegno universale di importo minimo verrà riconosciuto a tutte le famiglie con figli fino a 18 anni (elevabile fino a 21 anni). È prevista una maggiorazione variabile, determinata per scaglioni, dell’indicatore della situazione economica equivalente (Isee); in caso di figlia o figlio successivo al secondo, l’importo dell’assegno universale è maggiorato del venti per cento. Verrà erogato a decorrere dal settimo mese di gravidanza, con un calcolo dell'assegno che terrà conto dell'età dei figli a carico. Infine, l’assegno universale è incrementato per ciascun figlia o figlio con disabilità, con un'integrazione compensativa dell’importo dell’assegno diretta ad assicurare che lo stesso non risulti, in ogni caso, inferiore a al trattamento complessivo in quello in godimento al nucleo familiare.
DIPENDENTI PENALIZZATI
Secondo una simulazione effettuata dal gruppo di lavoro Arel/Feg/Alleanza per l’infanzia, alcune famiglie potrebbero ottenere una somma più bassa: l’80% delle famiglie italiane prenderebbe 161 euro al mese per ogni figlio minore e 97 euro per ogni figlio under 21. Il calcolo è legato alla considerazione secondo cui 8 famiglie su 10 hanno un’Isee sotto i 30 mila euro. L’importo dell’assegno diminuisce se si alza l’Isee: sopra i 52mila euro, il contributo scende a 67 euro mensili per i figli minori e a 40 euro per i figli maggiorenni, ma di età inferiore ai 21 anni. Risulterebbero sfavoriti i lavoratori dipendenti: 1,35 milioni di famiglie perderebbero in media 381 euro all’anno.
REDDITO DI CITTADINANZA
La misura di sostegno alle famiglie con figli a carico sarà garantita anche ai percettori del reddito di cittadinanza, congiuntamente e con le stesse modalità di erogazione dello stesso. Nella determinazione dell’importo del reddito di cittadinanza verrà tenuto in considerazione anche l’importo dell’assegno unico, riconosciuto ai componenti di minore età presenti nel nucleo familiare. L’assegno, anche in questo caso, sarà ripartito in ugual misura tra i genitori. In caso di separazione, annullamento, cessazione o scioglimento del matrimonio, sarà riconosciuto al genitore affidatario o ad ambedue, per l'affidamento congiunto.
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