Olio d’oliva, pasta e legumi la ricetta per vivere a lungo

9 Settembre 2018

Secondo i dati elaborati da Coldiretti, l’Italia è al primo posto nella classifica europea  E grazie ai segreti della dieta mediterranea, anche la nostra regione si piazza bene

L'AQUILA. I nostri avi lo sapevano bene. Frutta, verdura, olio extravergine d’oliva, legumi, pasta, pesce e... aria buona: è questo l'elisir di lunga vita. Riconosciuta dall'Unesco come patrimonio dell'Umanità, la dieta mediterranea scoperta a Pollica, piccolo comune del Cilento, resta uno dei capisaldi della longevità. Non a caso l'Italia, con il 7% della popolazione ultraottantenne, si conferma il Paese più longevo d'Europa secondo i dati relativi al 2017 elaborati dalla Coldiretti su base Istat. L'Abruzzo si piazza nella prima metà della classifica con il Friuli Venezia Giulia, con un'aspettativa di vita di 82 anni e 8 mesi. Merito di una sana alimentazione, dove in tavola finiscono prodotti come l'olio extravergine Dop, il Montepulciano, la pasta fatta con grano Senatore Cappelli, le patate e le carote della Marsica.
ITALIANI LONGEVI. «In Italia», rileva la Coldiretti, «la speranza di vita è tra le più alte a livello mondiale ed è pari a 80 anni e 6 mesi per gli uomini e 85 anni per la donna. Pane, pasta, frutta, verdura, carne, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino, consumati in pasti regolari, hanno consentito agli italiani di conquistare il record della longevità. Tanto che l'Unesco, il 16 novembre 2010, ha iscritto la dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell'Umanità».
ABRUZZO A METÀ CLASSIFICA. Gli abruzzesi sfiorano in media gli 83 anni di vita, come i friulani. Qualche mese in più di vita per romagnoli e lombardi, secondo gli ultimi dati Istat. Guida la classifica il Trentino Alto Adige, ma vanno bene anche regioni come Marche, Veneto, Toscana e Umbria dove la cultura del buon cibo si associa a una vita sana.
«La dieta mediterranea», dichiara Giulio Federici, direttore Coldiretti Abruzzo, «non è solo alimentazione, ma un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, tra cui la coltivazione, la raccolta, la pesca, la conservazione, la preparazione e, in particolare, il consumo del cibo».
ECCELLENZE IN TAVOLA. L'olio extravergine d’oliva (declinato nelle tre dop Aprutino-Pescarese, Colline teramane e Colline teatine), la pasta ottenuta con il grano Senatore Cappelli e il grano Solina, le patate e le carote del Fucino. «Questi sono gli ingredienti della dieta mediterranea», afferma Federici. «Quando mettiamo insieme i prodotti del mare abruzzese, le qualità intrinseche delle nostre produzioni cerealicole e poi le condiamo con olio extravergine d’oliva e le innaffiamo con il Montepulciano, riusciamo ad avere una dieta equilibrata, che fa bene alla salute».
SCARSA VALORIZZAZIONE. «Se l'Abruzzo non è ai primissimi posti in classifica, il motivo sta nel fatto che qui non si vive di sola agricoltura: le abitudini sono mutate nel tempo» sottolinea Federici. «Ma sono molte le produzioni autoctone degne di nota: il Montepulciano è uno degli alimenti più qualificanti della nostra terra, come il grano Cappelli e l'olio dop, una vera eccellenza poco valorizzata all'esterno. Stesso discorso vale per il frumento».
DIETA MEDITERRANEA. Studiata per la prima volta da Ancel Keys, la dieta mediterranea è ritenuta uno dei regimi alimentari più validi. Lo studioso americano trascorse 40 anni a Pollica, nel golfo di Palinuro, per verificare le abitudini alimentari degli abitanti, tra i più longevi al mondo.
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