Oltre 3.700 contagi in un giorno Superata quota 350mila in 2 anni

Un’impennata del genere non si registrava dal primo febbraio. E l’incidenza è la più alta d’Italia
La tregua di Pasqua è finita. Ieri, una nuova impennata di contagi – oltre 3.700, dato più alto da oltre due mesi e mezzo a questa parte– ha portato l’Abruzzo oltre la soglia psicologica dei 350mila casi dall’inizio della pandemia. Ma lo ha riportato anche in cima alle regioni in cui in questo momento il virus, spinto dalla contagiosissima variante Omicron 2, si sta diffondendo di più. Chietino, Teramano e Pescarese sono del resto tra le cinque province più colpite in Italia.
«La nuova impennata è in parte dovuta al rimbalzo dei giorni di festa, in cui il sistema del tracciamento si è quasi fermato. Ma comunque conferma la crescita della frequenza dei positivi: ormai troviamo il virus in un tampone molecolare ogni tre», spiega Liborio Stuppia, direttore del laboratorio di Genetica molecolare dell’Università D’Annunzio, continuando: «I contagi sono tantissimi, non riusciamo a tracciarli tutti. Questo è dovuto soprattutto all’elevata trasmissibilità della variante Omicron 2, che nel frattempo ha raggiunto almeno l’82% di prevalenza sul territorio, ma probabilmente è già intorno al 90%. Il resto è Omicron 1, che resiste ancora. Altre varianti, come Omicron 3 oppure le ricombinazioni come Xe e Xj ancora non le vediamo. Ma in questa fase, con tanti contagi, è normale che si creino molte varianti e più velocemente».
Poi sull’allentamento delle misure anti-diffusione del virus: «I grandi numeri del contagio in questa fase sono dovuti anche alla percezione che la popolazione ha avuto della fine dello stato di emergenza. L’emergenza c’è ancora e richiede ancora attenzione, anche se Omicron 2 produce meno complicanze grazie alla copertura vaccinale che riduce i sintomi importanti. Però dobbiamo mantenere un certo senso di responsabilità. Per esempio la mascherina bisogna sempre portarla dietro, per usarla in situazioni di affollamento e di rischio. Lo dico: io credo che continuerò a portare con me la mascherina, pronta per essere indossata, per tutta la vita».
L’IMPENNATA DI IERI
Sono 3.746 i nuovi positivi segnalati dal bollettino regionale di ieri. Un numero così alto non lo si vedeva dal primo febbraio scorso, quando stava scemando il picco record di Omicron 1 e i casi in un giorno furono 3.820.
I nuovi positivi di ieri sono stati individuati attraverso 3.767 tamponi molecolari e 18.646 antigenici: il tasso di positività è stato del 16,71%, numero altissimo e in linea con gli ultimi giorni.
Al netto dei 1.388 nuovi guariti, il numero degli abruzzesi attualmente positivi è salito quindi a un passo da quota 50mila (49.393 per l’esattezza). Di questi, sono 327 gli abruzzesi ricoverati nei reparti ordinari ospedalieri: nelle ultime 24 ore il numero è aumentato di una unità. Sono invece 11 quelli in terapia intensiva: più due in un giorno. Il bollettino segnala però anche altre cinque vittime del Covid, che portano il tragico conto totale a 3.174: si tratta di una 75enne di Teramo, di un 83enne di Martinsicuro e di una 85enne di Chieti, mentre gli altri due decessi risalgono ai giorni scorsi.
Dei 3.746 nuovi positivi, ben 1.230 sono stati individuati nel Chietino, dove vivono anche il più giovane e il più anziano dei contagiati di giornata: un bimbo di due mesi e una centenaria. Segue il Teramano con 905 nuovi casi, poi il Pescarese con 839 e l’Aquilano con 634. La città più colpita in 24 ore è ancora Pescara con 284 nuovi positivi, seguita da Teramo con 172 e Chieti con 171. Poi L’Aquila con 141, Lanciano con 132, Avezzano e Vasto con 113, Montesilvano con 98, Spoltore con 66, Francavilla e Ortona con 63, Silvi con 62, San Giovanni Teatino con 57, Atessa con 56, Roseto con 54, Martinsicuro e Sulmona con 53 e Giulianova con 51.
oltre quota 350mila casi
Con l’impennata di casi di ieri, l’Abruzzo ha superato quota 350mila contagi dall’inizio della pandemia. Precisamente sono stati 352.782, di cui il 70% soltanto nel 2022 grazie a Omicron 1 e Omicron 2. Il maggior numero di casi riguarda la provincia di Chieti (98.645), seguita da quella di Teramo (88.252); poi ci sono il Pescarese (81.165) e l'Aquilano (78.844).
LA REGIONE PIù COLPITA
Con l’impennata di ieri, inoltre, l’Abruzzo si è ripreso il triste ruolo di regione in cui il virus si sta diffondendo di più in questa fase. L’incidenza settimanale dei casi ogni centomila abitanti è infatti risalita a 1.010. Lontana, al secondo posto, l’Umbria con 798, mentre la media italiana è di 596.
Del resto altissima è l’incidenza delle province abruzzesi. Dopo il record di 1.148 dell’Ascolano, il Chietino è secondo in Italia con incidenza a 1.134, il Teramano è terzo con 1.023, mentre il Pescarese è quinto con 980. Lontano l’Aquilano con 578.

