Oltre 4mila fedeli in corteo per le vie del centro storico

È ripartita dopo due anni di stop la tradizionale processione del Venerdì Santo Il sindaco Petrucci: «Dal prossimo anno valorizzeremo meglio questo evento»
PENNE. Emozione, commozione e partecipazione. La solenne processione del Venerdì Santo di Penne non ha tradito le attese e ieri sera ha visto la partecipazione di tantissimi cittadini e fedeli. Dopo due anni di stop, circa 4.000 persone hanno assistito e sfilato dietro ai tre simulacri della Passione portati in spalla dagli incappucciati.
Una delle più antiche di tutto l'Abruzzo, la processione pennese si è snodata per le vie del centro storico. Alle 19,30, il corteo che accompagna il Cristo morto dalla chiesa dell'Annunziata ha attraversato tutta la zona più antica, da Colle Sacro a Colle Castello, fino a far ritorno in piazza Luca da Penne, accompagnata dagli incappucciati, dalle “addoloratine”, dal coro del miserere e dalle associazioni cittadine, oltre a tanti scout. Quest’anno per la prima volta, a causa della pandemia, tutte le persone in corteo hanno dovuto indossare obbligatoriamente la mascherina a causa dell'ordinanza imposta dal sindaco di Penne Gilberto Petrucci. Alla processione del Venerdì Santo di Penne ha partecipato anche il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri. A lui si sono unite le più alte cariche religiose, civili e militari cittadine, a partire dal sindaco Gilberto Petrucci, con il parroco don Andrea Di Michele.
«La partecipazione alla solenne processione è stata una emozione forte», ha commentato il sindaco Petrucci. «Per me, peraltro, è stata la prima partecipazione come sindaco della Città di Penne che, come sappiamo, affonda le radici e le sue tradizioni nella comunità religiosa». «La nostra processione è una delle più antiche d'Abruzzo e cercheremo, nei prossimi anni, insieme al comitato organizzatore, di valorizzarla e di promuoverla attraverso eventi specifici», ha concluso il sindaco di Penne.
Durante tutta la processione, in un’atmosfera di sentita partecipazione religiosa, i tanti fedeli, unitamente ai parroci presenti, hanno recitato tutte le stazioni della Via Crucis. Come sempre la particolarità e l’originalità della processione pennese è legata soprattutto ai simulacri che la compongono, in particolare dal gruppo ligneo della Passione e dalla coperta funebre, il cosiddetto Copertone (chiamato così per via delle sue dimensioni), su cui è adagiata la statua del Cristo morto, ricca di ricami in oro e argento e di fili di seta variopinti applicati a una base di velluto nero.
La statua della Vergine Addolorata, ultimo simulacro che compone la processione pennese, è una conocchia del XVIII secolo e la memoria popolare ricorda che nell'Ottocento era scortata da donne e bambine vestite di nero, le “addoloratine”. La solenne liturgia del Venerdì santo di Penne affonda le sue radici nel Quattrocento e fu istituita ufficialmente come ricorrenza religiosa, nel 1570, dal cappuccino umbro padre Girolamo da Montefiore. È una delle più conosciute in Abruzzo e anche ieri in tanti hanno voluto parteciparvi, arrivando anche da fuori città.

