Oma, per i 160 lavoratori si va avanti fino a giugno

18 Febbraio 2020

L’esercizio provvisorio inizialmente fissato a febbraio è stato prorogato E intanto continuano le trattative della curatela per confermare le commesse

CASTIGLIONE A CAUSARIA. Continuano le trattative per garantire un futuro alle Officine meccaniche Angelucci (Oma) e ai dipendenti dell’azienda, divisi tra la Toscana e l’Abruzzo, dove sono circa 160 i lavoratori nei vari stabilimenti di Castiglione a Casauria, Tocco da Casauria e Bussi sul Tirino (dove i lavoratori si occupano della manutenzione alla Solvay). È di questi giorni la notizia che l’esercizio provvisorio, il cui termine nel novembre scorso era stato fissato a febbraio, è stato prorogato fino al prossimo giugno. In questi quattro mesi gli stabilimenti della Val Pescara continueranno quindi a produrre, in attesa di buone notizie dal fronte delle trattative portate avanti dalla curatela fallimentare, che appunto da novembre svolge la funzione di proprietaria dell’azienda metalmeccanica a tutti gli effetti.
Inoltre proprio in questi giorni sono fissati alcuni incontri con i committenti che assicurano commesse agli stabilimenti. La conferma a medio e lungo termine, ed eventualmente l’aumento del lavoro, potrebbe rappresentare un ulteriore stimolo per i gruppi imprenditoriali che si sono fatti avanti per rilevare la Oma. Ad aver manifestato interesse in maniera concreto sarebbero stati in tre: un fondo di investimento, una cordata di imprenditori abruzzesi e un altro gruppo di imprese italiane.
Comunicazioni ufficiali o dettagli sulle trattative non sono state ancora date. Tra l’altro non è detto che tutti i gruppi che si sono fatti avanti abbiano manifestato interesse per l’intero gruppo. Ma su questo i sindacati, già in passato, hanno manifestato l’intenzione di opporsi a un eventuale “spezzatino”, che ridurrebbe il potenziale della Oma e le certezze sul futuro delle maestranze impiegate nei vari stabilimenti del gruppo.
Sono complessivamente sei le unità produttive dislocate tra l’Abruzzo e la Toscana. Gli stabilimenti che fanno capo alla sede legale di Castiglione a Casauria, al momento della concessione della cassa integrazione concessa dal ministero a dicembre, contavano in tutto 331 dipendenti: 25 di questi a Castiglione, 95 a Tocco da Casauria e 42 a Bussi sul Tirino; in Toscana ce n’erano invece 41 a Firenze, 56 a Massa Carrara e 72 ad Avenza, nella zona di Carrara.
A novembre la Oma era stata dichiarata fallita, con il conseguente blocco della produzione. Dopo la mobilitazione delle maestranze, con scioperi e una manifestazione in piazza Italia davanti alla prefettura di Pescara, è stato concesso l’esercizio provvisorio, che ha permesso agli operai di tornare al lavoro, sotto la tutela del curatore fallimentare.(a.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.