Oma, sì del ministero alla cassa integrazione per 331 dipendenti
L’azienda della Val Pescara. Ieri la firma dell’accordo a Roma Ammortizzatori sociali per gli operai fino a ottobre del 2020
PESCARA. Via libera alla cassa di integrazione guadagni straordinaria (Cigs) per i 331 dipendenti della Oma che lavorano tra l’Abruzzo e la Toscana. L’incontro convocato ieri a Roma, nella sede del ministero del Lavoro, ha concesso l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, come richiesto, dal 30 ottobre 2019 fino al 29 ottobre 2020. La società ha quantificato i fondi necessari alla Cigs in 866mila euro, oltre a 40mila euro per coprire la quota del Tfr per il 2019. Verranno così coperti i giorni in cui i dipendenti abruzzesi non hanno lavorato tra la dichiarazione di fallimento e la concessione dell’esercizio provvisorio. La cassa, eventualmente, potrà essere utilizzata in caso di esuberi con l’arrivo di un nuovo acquirente.
All’incontro in ministero ieri mattina hanno partecipato Pietro De Camillis in rappresentanza della Regione Abruzzo e Michele Beudò per la Toscana; il curatore fallimentare della Oma Roberto Costantini e il responsabile del personale Camillo Volpe; Massimo Cervellini della Confindustria Pescara-Chieti; Alessandra Tersigni della Fiom-Cgil; Dorato Di Camillo, Francesco Diazzi, Michele Folloni e Lido Lambruschi della Fim-Cisl; Alessio Camardo e Luciano Colasuonno delle rsu. «Un ulteriore segnale positivo per l’azienda e per i lavoratori», definisce Di Camillo della Fim-Cisl il via libera del ministero alla cassa integrazione, «soprattutto può essere d’aiuto a facilitare chi è intenzionato a rilevare la società».
Su questo fronte non ci sono state grosse novità nelle ultime settimane, anche se resta l’interesse manifestato da diversi gruppi imprenditoriali sia abruzzesi sia toscani a prendere le redini della Oma. Gli stabilimenti continueranno a lavorare con l’esercizio provvisorio concesso il 4 novembre scorso per tre mesi, anche perché ci sono commesse che consentono di portare avanti l’attività in questo periodo. Il provvedimento dell’esercizio provvisorio è arrivato appena pochi giorno dopo quello che aveva disposto il fallimento e la cessazione dell’attività.
Tra le possibilità per il futuro dell’azienda metalmeccanica c’è pure quella di un’asta per l’acquisto della Oma, che potrebbe svolgersi a febbraio, ma non è escluso che si arrivi all’affitto, continuando comunque la produzione. «Al tribunale di Pescara», ricorda infatti il verbale redatto in ministero, «sono pervenute istanze di interessamento all’affitto di azienda, pertanto il giudice, nell’autorizzare l’esercizio provvisorio, ha incaricato il curatore Roberto Costantini di predisporre una procedura competitiva utile alla cessione definitiva dell’azienda o all’affitto».
La Oma (Officina meccanica Angelucci) è proprietaria di sei unità produttive tra l’Abruzzo e la Toscana. Gli stabilimenti che fanno capo alla sede legale di Castiglione a Casauria hanno in tutto 331 dipendenti, 25 dei quali a Castiglione, 95 a Tocco da Casauria e 42 a Bussi sul Tirino; in Toscana invece ce ne sono 41 a Firenze, 56 a Massa Carrara e 72 ad Avenza.
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