Ombrelloni, palme e lettini: pochi aumenti, i clienti restano

31 Maggio 2020

Alla vigilia dell’avvio ufficiale della stagione, i balneatori svelano tutte le novità proposte ai clienti: dai pranzi prenotabili dall’ombrellone al gel disinfettante sotto le palme, fino ai salottini sul mare  

PESCARA. Salottini con chaise longue da affittare a ora; suggestive terrazze vista mare, “teqball table” per giocare a palla in due su un tavolo ricurvo, insalata hawaiane, gel disinfettanti sotto ogni palma, spiaggia bar.
I balneatori se le inventano tutte per catturare l'utenza nella strana estate del coronavirus. Hanno deciso di non alzare i prezzi dei servizi, ombrelloni, palmette e ristorazione. Anzi, in qualche caso li hanno ridotti rispetto agli anni passati per «meglio andare incontro alle esigenze dei clienti in questa estate che si presenta anomala e forse più difficile delle altre». Procedono spediti i preparativi negli stabilimenti che aprono ufficialmente domani, ma non tutti sono ancora pronti: tavoli e sedie sono ancora accatastati, i bar da ripulire, gli ambienti da sanificare.
Rossella Renzetti alla guida delle Antille, lido fondato 34 anni fa da sua madre Luigina Ammazzalorso, il padre Gino, che la aiutano insieme ai figli Stefano e Roberta Lunadei, racconta felice: «I clienti storici mi hanno tutti riconfermato, ho già il pienone», dichiara raggiante Rossella Renzetti, che ha abbassato i prezzi di qualche centinaia di euro. «Abbiamo creato una terrazza sul mare dove si può giocare a teqball, uno sport che si fa in due e che ricorda il tennis con una palla più grande».
Il figlio Stefano mostra come si gioca con l'amico baywatch, Fabrizio Capricci. Ma i lavori sono ancora in alto mare: «C’è da rimettere a posto un po’ di cose e sanificare, ma faremo in tempo».
Nove «capanne-salotto in stile Forte dei Marmi che si possono prenotare per tutta la giornata al Pepito beach rimodernato con tavoli all’aperto, terrazza vista mare, percorsi ingresso e uscita definiti e separati.
Tante le novità annunciate da Massimo Troiani, titolare dello stabilimento col padre Piero, e i tre gestori della ristorazione, Alessandro D'Alessandro, Luigi Gianforte e Alessio Rulli. La stagione della massima sicurezza comincia «con 15 dipendenti, contro i 70 dell’anno scorso, che sono stati sottoposti ai test sierologici».
Le prenotazioni per la ristorazione, «quest'anno in sofferenza», al Pepito si faranno attraverso il Qrcode posto all’ingresso con i numeri di telefono. Tra le novità in allestimento, spiegano gestori e titolare, «i salottini per cene intime, docce gratuite caldo-freddo con possibilità di usare il bagnoschiuma, e, per i bambini, stiamo pensando a giochi di animazione in acqua».
Puntano sulla cucina gourmet Fabrizio e Tania Beneventani, da 15 anni titolari dello stabilimento Maja. «Con una App si potranno prenotare i pasti e aperitivi che serviremo in spiaggia e periodicamente organizzeremo serate a tema apparecchiando direttamente sotto le palme che avranno anche sedioline e tavolinetti per far disegnare i bambini».
Di «padre in figlio, da noi sono cresciute intere generazioni» dice con orgoglio Sergio Papa, 63 anni, alla guida di Zara spiaggia-bar, «da quando ne avevo 18».
Oggi Sergio Papa è affiancato dal figlio Federico, che si è occupato personalmente dell’organizzazione della immensa spiaggia.
«Non aumentiamo i prezzi da otto anni e non lo faremo neppure quest'anno, è il nostro modo di aiutare quante più famiglie possibili in questa difficile estate», asserisce il titolare dello stabilimento «un tempo molto frequentato da tedeschi e francesi. Noi abbiamo una clientela storica pescarese, abbiamo molto investito sulla cultura con serate jazz e mostre che speriamo di riproporre al più presto e con i continui cambi dei teli ai lettini anche questa stagione».
Sergio Papa torna alla Pescara balneare che non c'è più, quella di Grazia la marinara «l'ho conosciuta da bambino, quanto mi faceva paura con quelle manone e i bicipiti, ci regalava sempre le anguille», e quella più «artistica e lungimirante» voluta dal padre Walter, avvocato di grido, e dai capostipiti Erminio e Clementina Papa.
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