Omicidio Bucco, perquisite casa e barca dell’indagato

Blitz della polizia a Chieti e al porto: sotto sequestro altre 2 paia di scarpe e vestiti Del Rosario: ho litigato con lui, ma non l’ho ucciso io. Spunta la pista della droga
PESCARA. Si sono presentati a casa dell’indagato in via dei Palmensi, nel quartiere Tricalle a Chieti, alle 15 di ieri. Una perquisizione lampo, finita in meno di mezzora: gli agenti della squadra mobile hanno portato via 2 paia di scarpe chiuse in un sacchetto di plastica e qualche vestito di Giuseppe Del Rosario, 65 anni, per ora l’unico indagato sul caso dell’omicidio di Nicola Bucco, operaio di 53 anni ucciso nella sua casa di via Leopardi, a Pescara, tra le 2 e le 4 del pomeriggio del 14 novembre scorso con 4 coltellate.
Perquisiti casa e barca. Dopo il blitz al Tricalle, gli investigatori e Del Rosario, accompagnato dal suo avvocato, Pierluigi De Virgiliis di Chieti, sono arrivati insieme al porto di Pescara: è qui, nel centro della città, senza sirene lampeggianti ma nella riservatezza più totale, che è andata in scena un’altra perquisizione mirata. I poliziotti sono saliti sulla barca da pesca di Del Rosario, la Nzsa, chiusa nel cantiere navale lungo la banchina nord: hanno sollevato un telo di plastica azzurro e ispezionato la cabina. Non è la prima volta che la pilotina di 7 metri viene passata al setaccio: è successo anche la sera del delitto. Tra gli oggetti custoditi sulla barca, mercoledì scorso, gli investigatori avevano prelevato anche alcuni coltelli usati per la pesca.
«Atto dovuto». Secondo la versione degli investigatori, anche dopo i controlli di ieri, l’iscrizione di Del Rosario sul registro degli indagati con l’accusa di omicidio volontario resta soltanto un «atto dovuto»: un modo per consentire «accertamenti tecnici non ripetibili» dettati dagli ultimi rilievi fatti in casa della vittima dagli esperti della Scientifica di Ancona.
Scarpe sequestrate. Le 2 paia di scarpe e gli indumenti sequestrati ieri si aggiungono alla macchina, una Chevrolet Aveo, al computer e ad altri abiti e ad un altro paio di scarpe che sono già al vaglio degli inquirenti. Gli agenti della Mobile, guidati dal capo Pierfrancesco Muriana, vogliono capire se le orme scoperte nella pozza di sangue di Bucco – colpito alla gola, all’addome, allo sterno e alla guancia – sono sovrapponibili con le scarpe di Del Rosario. Comunque, dalla questura, trapela che nè su vestiti nè sotto le scarpe ci sono macchie di sangue visibili a occhio: saranno gli accertamenti della Scientifica a confermarlo oppure a dire di più.
Lite per il computer. Del Rosario, ex custode del mercato di piazza Malta a Chieti, è l’uomo con cui Bucco avrebbe litigato per 150-200 euro: soldi che Del Rosario avrebbe dato a Bucco, qualche settimana prima, come anticipo per un computer poi mai arrivato. Un episodio rivelato agli investigatori dall’amico e coinquilino saltuario di Bucco, Vittorio Massacesi.
«Non l’ho ucciso io». Durante le perquisizioni di ieri, Del Rosario ha rigettato ogni accusa: ha detto che ha visto Bucco proprio la mattina di quel maledetto mercoledì scorso. Agli investigatori, ha riferito che, nei giorni precedenti, ha anche minacciato Bucco ma ha sottolineato, più e più volte, che lui non l’ha ucciso e meno che mai l’avrebbe fatto per un pugno di euro.
Degrado e droga. A 10 giorni dal delitto, però, l’indagine guidata dal pm Gennaro Varone continua a ruotare intorno a un alone di incertezza: la pista della lite come possibile movente del delitto viene tenuta in piedi ma ci sono altri fronti aperti. Per gli investigatori, un’altra possibile chiave di lettura dell’omicidio va cercata tra le frequentazione di Bucco. L’operaio, spiegano gli inquirenti, viveva ai margini di un ambiente degradato ed è in questo sottobosco fatto di espedienti e piccoli reati legati allo spaccio di droga che l’inchiesta sta provando a fare luce. Se Massacesi, titolare di un bar nella zona, è fuori dalla rosa dei sospettati come raccontano i suoi vestiti, gli investigatori sono convinti che ci sia qualcosa che non torna nelle sue dichiarazioni rese a caldo.
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