Omicidio Crox, udienza anticipata al 25 novembre: accolto il rito abbreviato

Cancellata la data del 12 febbraio inizialmente fissata per il giudizio immediato Via libera anche alla richiesta di perizia psichiatrica per il primo accoltellatore
PESCARA. Il tribunale dei minori dell’Aquila accoglie la richiesta di rito abbreviato avanzata dai difensori dei due diciassettenni accusati dell'omicidio di Christopher Thomas Luciani e fissa al 25 novembre prossimo la data per l’udienza preliminare (cancellando la data del 12 febbraio già fissata per il giudizio immediato).
Omicidio volontario premeditato e aggravato dai futili motivi e dalla crudeltà per le 25 coltellate inferte sul corpo del povero Crox, come veniva chiamato dagli amici, il 23 giugno scorso nel parco Baden Powell di via Raffaello, a Pescara. I giudici, nell’ammettere i riti richiesti, hanno anche dato seguito a quanto richiesto dai due legali del figlio dell’avvocatessa (Massimo Galasso e Roberto Mariani), quello che per primo colpì per una decina di volte l’indifeso Crox.
«Considerato che per l’imputato la difesa ha condizionato la richiesta all’acquisizione di consulenza di parte e comunque all’espletamento di perizia psichiatrica, ritenuto sul punto che possa accogliersi la richiesta di procedere a perizia psichiatrica mentre non può acquisirsi ex plano la consulenza di parte, ferma restando ovviamente la facoltà difensiva di nomina di perito di parte, si ritiene sin da ora di conferire incarico peritale per la valutazione psichiatrica al professor Stefano Ferracuti e al professor Giovanni Camerini». Per cui, alla prossima udienza fissata al 25 novembre, questo incarico verrà formalizzato, concedendo ai due esperti il tempo necessario per espletare la perizia. Poi si tornerà in aula per esaminare la stessa e procedere alla discussione. Un passaggio quasi obbligato, dunque, quello della perizia da parte dei difensori del primo accoltellatore, vista anche la piena confessione del secondo accoltellatore, il figlio del carabiniere (difeso da Vincenzo Di Girolamo e Marco Di Giulio), rilasciata al procuratore David Mancini e al sostituto Angela D’Egidio.
Sulla responsabilità dei due giovani non ci sono dubbi, per cui l’obiettivo dei difensori è quello di contenere al minimo le pene. Per il primo con una perizia psichiatrica che potrebbe ridurre di molto la quantificazione della pena, per il secondo un alleggerimento dovuto alla confessione e al fatto che le coltellate inferte dal figlio del carabiniere non sarebbero quelle mortali, come ha ampiamente dimostrato l’autopsia eseguita dal medico legale Cristian D’Ovidio, alla quale ha partecipato anche il collega Ildo Polidoro quale esperto nominato dalla famiglia della vittima.
Crox non avrebbe avuto il modo di difendersi in quanto raggiunto alla schiena da una decina di violenti colpi mentre precedeva il suo creditore tra le sterpaglie a ridosso del muro della ferrovia, alla fine del parco. Coltellate inferte con un’arma peraltro mai ritrovata, perché gettata dietro agli scogli quando, dopo il delitto, i due accoltellatori e gli altri quattro del gruppo andarono al mare.
Alla confessione del secondo accoltellatore si aggiunge poi la testimonianza chiave del testimone oculare che assistette a una parte di quella mattanza, seguendo di poco il complice del primo accoltellatore, che partecipò lui stesso a quel delitto. Lo stesso testimone che, come gli altri del gruppo, era consapevole della spedizione punitiva che quella domenica pomeriggio bisognava fare nei confronti di Crox per il debito insoluto, di circa 300 euro, con il figlio dell’avvocatessa che organizzò la trappola.
Un delitto atroce per le modalità di quella programmata esecuzione (il coltello e la pistola che il figlio del carabiniere, su invito dell'amico, portò all'appuntamento); per la violenza con la quale vennero inferte le 25 coltellate a Crox; per i calci e gli sputi con i quali i due si accanirono contro il sedicenne che giaceva a terra agonizzante; per quel passaggio di mano del coltello per far sì che entrambi colpissero Crox, e infine per quel bagno collettivo a mare, come se non fosse accaduto nulla, anzi facendo battute sulla fine di Christopher.
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