Omicidio Pangiarella, sarà nominato un altro perito

23 Settembre 2015

MONTESILVANO. Un alterco o l’alterazione cardiaca provocata da uno sforzo e dall’eccitazione sessuale: sono le due tesi a confronto proposte dai periti dell’accusa e della difesa ascoltati ieri nell’u...

MONTESILVANO. Un alterco o l’alterazione cardiaca provocata da uno sforzo e dall’eccitazione sessuale: sono le due tesi a confronto proposte dai periti dell’accusa e della difesa ascoltati ieri nell’udienza preliminare sulla morte del pensionato di Spoltore, Donato Pangiarella, 74 anni, ex dirigente di una squadra di calcio, trovato senza vita un anno fa nell’ascensore di una palazzina in via Cerrano, a Montesilvano.

Nella vicenda è imputata una donna nigeriana di 34 anni, Happy Ayegbeni, che ha chiesto e ottenuto di essere giudicata con rito abbreviato. La donna, accusata di omicidio preterintenzionale, è difesa dall’avvocato Simone Rosario Matraxia, che ieri ha depositato la sentenza della Cassazione che annulla l'ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti della sua assistita.

Il giudice Maria Carla Sacco del tribunale di Pescara ha ascoltato i periti di parte. Per il consulente della difesa, Giuseppe Sciarra, l'ischemia acuta che avrebbe provocato la morte del pensionato sarebbe stata provocata a un'alterazione cardiaca dovuta allo sforzo a cui si sarebbe sottoposto l'uomo portando le bottiglie d'acqua in casa, acquistate dalla donna in un supermercato, e dall'eccitazione sessuale suscitata dalla presenza dell'imputata. Tesi che tuttavia è stata smontata in aula, giacché e la vittima, per portare l'acqua in casa, ha preso l'ascensore e dunque non può essersi affaticata e visto che, come dimostra molta letteratura scientifica, è l'attività sessuale, non l'eccitazione, che può risultare determinante per una tale alterazione cardiaca.

Per il perito della difesa, il medico legale Cristian D'Ovidio, un alterco sarebbe alla base del decesso del 74enne. Ma, sempre secondo D'Ovidio, il contatto fisico con la donna, provato dalla perdita di sangue dell'uomo, avrebbe contribuito a far precipitare il quadro cardiaco e a determinare la morte del pensionato.

Il gup ha quindi deciso di nominare un altro perito. L'incarico sarà affidato nel corso della prossima udienza in programma il 13 ottobre.

«La sentenza della Cassazione» ha commentato l'avvocato Matraxia «è un macigno che dimostra l'assenza di gravi indizi di colpevolezza a carico della mia assistita. La donna - si è divincolata da un tentativo di approccio violento in modo più che legittimo, viste anche le lesioni riscontrate sul suo corpo». L'avvocato di parte civile, Alfredo Di Francesco, che rappresenta la moglie e il figlio del 74enne, sostiene invece che «la morte coronarica è avvenuta a seguito di una spinta e di una caduta».