Omicron 4 e 5 fanno paura Parruti: serve la mascherina

L’esperto: «Oltre ai casi, già raddoppiate le visite ai sintomatici in day hospital» Timori per una nuova impennata che potrebbe far tornare a crescere i ricoveri
Crescono i timori per la diffusione delle varianti Omicron 4 e 5. I contagi sono in rialzo da giorni anche in Abruzzo, tanto da portare al raddoppio degli accessi delle persone sintomatiche nei day hospital. Lo conferma il primario del reparto di Malattie infettive di Pescara Giustino Parruti, secondo cui però al momento non è collegato un rialzo del numero dei ricoveri, anzi il dato è ancora in calo, «grazie al sistema di prevenzione che sta dimostrando di funzionare. Ma speriamo che la situazione non peggiori: se dovessero tornare grandi numeri di contagi, infatti, ci sarebbe la certezza di una risalita della pressione ospedaliera. Si creerebbe inoltre il presupposto per una fortissima impennata in autunno».
Continua quindi l’infettivologo, lanciando il suo ennesimo appello: «La causa del rialzo è dovuta alla quasi totale abolizione dell’uso della mascherina, proprio nel momento in cui si stanno diffondendo le nuove varianti Omicron 4 e 5 ancora più contagiose. Non si vede più quasi nessuno con la mascherina, mentre questa è necessaria: almeno bisogna portarla con sé per le situazioni di rischio». Poi sui vaccini: «Chi non ha ancora fatto la terza dose non indugi, così come chi può ricevere la quarta, cioè le persone particolarmente fragili, la facciano subito perché è fondamentale per evitare gravi complicanze».
I TIMORI DELLE AUTORITà
La nuova crescita dei casi è comunque ormai dovuta, almeno in parte (l’ultima rilevazione parlava di una presenza sul 30% dei tamponi positivi), delle sottovarianti Omicron 4 e 5.
Le nuove sottovarianti non sembrano però provocare malattia più grave rispetto a Omicron 2, secondo quanto riportato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie Ecdc. Nel suo ultimo report, l’ente europeo ricorda tuttavia «come nelle ondate precedenti, un aumento complessivo dei casi di Covid può comportare un aumento dei ricoveri, delle terapie intensive e dei decessi».
L’Ecdc prevede che le varianti BA.4 e BA.5 diventeranno dominanti in tutta l’Unione europea grazie al loro vantaggio di crescita: si è calcolato che un individuo infetto può infettare altre 15-18 persone a causa della loro capacità di evadere la risposta immunitaria, quasi al pari del morbillo. Le nuove sottovarianti hanno tra l’altro la capacità reinfettare persone che in precedenza erano state contagiate da Omicron: il tasso di reinfezione è prossimo al 7%. Come ricorda l’Ecdc, visto l’andamento e le conoscenze scientifiche acquisite in due anni di pandemia è molto probabile che in autunno dovremo attenderci una nuova ondata in seguito al rialzo di casi che già ora si sta registrando.
casi IN RIALZO ANCHE IERI
Anche il bollettino di ieri mostra un rialzo dei contagi rispetto allo stesso giorno della settimana precedente, a condizioni statistiche simili: mercoledì 8 giugno furono 485 i nuovi positivi, ieri 694.
Ancora alto il tasso di positività dei tamponi, ieri oltre il 13%: i nuovi casi sono stati infatti individuati attraverso 1.762 test molecolari e 3.464 antigenici.
Ancora quella di Chieti la provincia con più nuovi contagiati: 202. A seguire il Pescarese con 183, il Teramano con 145 e l’Aquilano con 144. Tra le città, più casi nelle ultime 24 ore a Pescara: 68. Poi L’Aquila con 50, Chieti e Vasto con 34, Montesilvano con 26, Lanciano e Teramo con 20.
Stabile il numero degli attualmente positivi e dei ricoverati. Al netto dei 700 nuovi guariti, il numero degli abruzzesi positivi è infatti di 17.337 persone (-8 in un giorno). Di questi, 125 pazienti (-1) sono ricoverati in ospedale ma nei reparti ordinari, mentre solo una persona, così come nei giorni scorsi, è ricoverata in terapia intensiva. Tutti gli altri sono in isolamento domiciliare.

