Omicron, frenano i contagi: 4mila in meno dopo le feste

26 Gennaio 2022

Gli ultimi dati dello Zooprofilattico: la nuova variante è al 90% e quindi dominante

Anche in Abruzzo il picco della quarta ondata sembra superato. La diffusione del virus appare infatti in frenata, in linea con il dato nazionale confermato nei giorni scorsi dal commissario Francesco Figliuolo. Ma nel confronto settimanale, la curva abruzzese mostra anche i primi, timidi segnali di discesa.
Questo mentre i nuovi dati dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo confermano che è stata la variante Omicron, oggi intorno al 90% di prevalenza sul territorio, a provocare l’esplosione dei contagi.
I casi, seppure in lieve diminuzione, sono comunque ancora tanti. Ieri, infatti, sono risultati contagiati altri 4.627 abruzzesi, meno del martedì precedente ma comunque in grado di portare il numero degli attualmente positivi a 96.991. È ancora una volta l’area metropolitana pescarese quella più colpita, insieme alla provincia di Chieti.
SALITA RAPIDA
E DISCESA LENTA
Il primo caso di variante Omicron in Abruzzo è stato scovato il 16 dicembre scorso, quando era ancora dominante la variante Delta. Nella settimana tra il 15 e il 21 dicembre, i nuovi positivi in regione sono stati2.497.
Solo sette giorni dopo, nonostante le festività natalizie a ridurre il numero dei tamponi, i casi settimanali erano già cresciuti a 4.021. Nella settimana successiva addirittura quintuplicati, superando quota 21mila tra il 29 dicembre e il 4 gennaio. Poi l’impennata è continuata ancora, producendo continui record di contagi giornalieri e facendo registrare quasi 30mila casi tra il 5 e l’11 gennaio.
Finite le festività, il primo vero segnale di discesa: tra il 12 e il 18 gennaio, infatti, i nuovi casi sono stati 25mila, cioè 4mila in meno. Dal 19 gennaio a ieri, un ulteriore calo, anche se limitato: 24.735 casi, cioè 400 in meno. Più che discesa, quindi, la curva dei contagi in Abruzzo sembra essere sul cosiddetto plateau.
LA VARIANTE OMICRON
NEL 90% DEI CAMPIONI
«La variante Omicron ha preso il dominio della diffusione del virus in Abruzzo, soppiantando la Delta: la troviamo tra l’80 e il 90% dei campioni che sequenziamo», dice Nicola D’Alterio, direttore dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo, che sequenzia geneticamente i campioni del Teramano e dell’Aquilano, «l’inversione del rapporto tra le due varianti si è avuto a cavallo tra la fine del vecchio anno e l’inizio del nuovo, proprio quando assistevamo all’impennata dei contagi».
Lo Zooprofilattico ha anche ripreso a compiere le prime analisi sui tamponi, come avveniva nelle fasi più dure della pandemia: da qualche giorno sta infatti aiutando il Chietino nel processare i molecolari. È segno, questo, della grande sofferenza in cui si trova ancora il sistema di tracciamento e analisi.
IERI 4.627
NUOVI POSITIVI
Il calo settimanale di 400 casi è dovuto quasi esclusivamente al dato di ieri: 4.627 nuovi contagiati, mentre il martedì precedente ne erano stati 5.071. I nuovi casi sono stati scovati con 6.837 molecolari e 32.427 test antigenici rapidi. Il tasso di positività dei tamponi è quindi dell’11,78%. Il più giovane dei nuovi contagiati è un bimbo dell’Aquilano di 2 mesi, la più anziana è una 101enne del Pescarese. Dei 4.627 nuovi positivi, ben 1.229 sono stati trovati nel Chietino, 1.147 nel Pescarese, 1.073 nel Teramano e 1.048 nell’Aquilano. La più colpita è ancora l’area metropolitana: è di nuovo Pescara, infatti, la città con più casi recenti (379), seguita da Montesilvano (255) e da Chieti (207). Ancora alto il numero di nuovi casi ad Avezzano (207), seguita dall’Aquila (203) e da Teramo (167). Poi ancora Chietino e Teramano: Lanciano (135), Vasto (134), Roseto degli Abruzzi (88), Giulianova (87) e Martinsicuro (75).
LA CORSA AL VACCINO
DEGLI OVER 50
Nel frattempo continua la corsa contro il tempo a vaccinarsi degli ultracinquantenni, per cui stringe il tempo per evitare multe e sospensione dal lavoro. Sono infatti 6.121 quelli che hanno ricevuto la prima dose del siero anti-Covid dal giorno in cui è scattato l’obbligo vaccinale, cioè l’8 gennaio. Di queste, 2.425 hanno riguardato la fascia 50-59 anni, 1.830 quella 60-69 anni, 1.081 la fascia 70-79 anni, 589 quella 80-89 anni e 196 quella degli over 90. Nell'ultima settimana le somministrazioni sono state 2.147, in calo rispetto alle 3.062 dei sette giorni precedenti.
Ne mancano ancora all’appello oltre 60mila. Tutti loro il primo febbraio potrebbero andare incontro alla multa una tantum di cento euro per non aver rispettato l’obbligo vaccinale. Quelli di loro in età lavorativa, però, rischiano anche la sospensione senza stipendio dal proprio impiego. Il 15 febbraio, infatti, entrerà in vigore per gli over 50 l’obbligo di mostrare il super Green pass sul posto di lavoro. Per fare in tempo a ricevere il certificato verde “rafforzato”, devono ricevere la prima dose entro il 31 gennaio.
Nel frattempo la campagna per la terza dose, nonostante un calo negli ultimi giorni, supera comunque quota 665mila somministrazioni, che vale il 56% della platea di destinatari che ha già ricevuto la dose booster.
La campagna vaccinale va avanti anche per i bambini di età tra 5 e 11 anni: 19.997, pari al 26,2% della platea, coloro che hanno ricevuto la prima dose; 4.447 (5,82%) quelli che hanno completato il ciclo vaccinale.