On the road, saccheggiata la sede Ladri nel “rifugio” dei poveri

21 Gennaio 2020

Portati via telefonini, tablet e un proiettore, i locali messi a soqquadro. È il secondo furto in due mesi Ippoliti, del centro di accoglienza: «Un attacco inatteso per noi che aiutiamo tanta gente in difficoltà» 

PESCARA. Ladri nella "casa" dei poveri. Telefonini, tablet, proiettore: hanno portato via tutto i balordi, forse due o tre, che ieri notte hanno saccheggiato e distrutto la sede di On the road, il centro di accoglienza dei senza fissa dimora, in via Ferrari. I malviventi hanno scardinato gli armadietti e buttato per aria faldoni che raccontano dieci anni di lavoro dei volontari di frontiera, hanno sfasciato le serrature dei laboratori e dell'infermeria, messo a soqquadro gli armadi, sottratto attrezzature come i martelli, lasciato un disordine infernale e riempito un borsone di generi alimentari che, però, hanno abbandonato all'ingresso, forse spaventati da qualcosa che li ha messi in fuga.
Sul posto le volanti della polizia, agli ordini di Paolo Robustelli, e la Scientifica per i rilievi del caso. In zona non ci sono sistemi di videosorveglianza che avrebbero potuto immortalare l'accaduto. Per tale ragione i volontari di On The road lanciano un appello ai cittadini: «Chi ha visto o sentito qualcosa, ci aiuti».
Nel frattempo, il centro di accoglienza rimarrà chiuso per cinque giorni, il tempo di sistemare i locali messi sottosopra. Scrivono, i volontari su un cartello: «Aiutateci a difendere questo spazio da chi ha deciso di provare a distruggere anche la nostra voglia di aiutare tutti».
Per l'associazione, che da due lustri si occupa di senzatetto e persone in difficoltà in città (una sessantina quelle accolte ogni giorno, oltre alla gestione dei clochard del dormitorio di via Lago Sant'Angelo) si tratta del secondo furto con scasso nell'arco degli ultimi due mesi.
È amaro il commento di Massimo Ippoliti, coordinatore dell’area On the road.
Sono molto dispiaciuto. Siamo sotto attacco, nel mirino di gente che probabilmente ha gravitato nel nostro centro e che magari abbiamo accolto a braccia aperte. Da novembre siamo stati derubati due volte. In totale ci hanno preso un proiettore per il cineforum, tre tablet e due telefonini, oggetti in uso ai nostri operatori per lavorare sul territorio. Siamo veramente colpiti dall'accaduto. Bersagliati. Noi, che aiutiamo tanta gente ogni giorno e che abbiamo aperte le porte alla città che ha bisogno. Ma non ci tireremo indietro di un centimetro sul nostro lavoro di frontiera.
È il “fuoco amico“ che non ti aspetti. Chi potrebbe essere stato?
Probabile qualcuno che ha problemi con le sostanze stupefacenti. Non credo ad un'azione mirata solo a rubare un tablet o un telefonino, a giudicare dal fatto che hanno aperto gli armadi, lasciato in disordine, devastato tutto il possibile. Penso invece ad un attacco che è lo specchio di come la marginalità avanzi.
Come e quando vi siete accorti del furto?
Ieri mattina alle 7 una nostra operatrice ha aperto la porta e si è trovata davanti un borsone scuro che lei stessa aveva riempito il giorno precedente di vestiti e che invece era ricolmo di viveri. Dopo il primo momento di smarrimento, la desolante constatazione dei locali depredati: laboratori, infermeria, sale per i colloqui.
Da dove sono entrati i ladri?
Da una delle tre porte all'esterno che abbiamo già riparato più volte. L'hanno forzata con un perno e sono penetrati all'interno, completamente messo a soqquadro. Ora rimarremo chiusi per cinque giorni, il tempo tecnico di rimettere tutto in ordine e ripristinare porte e arredamenti e poi penseremo alla vigilanza notturna.