Operatori 118 stremati: facciamo tanti sacrifici

27 Luglio 2024

PESCARA. Non solo pronto soccorso. Anche il 118 è un pilastro della rete dell’emergenza. Migliaia di chiamate, e altrettante migliaia gli interventi, ogni giorno nonostante il personale sia stremato....

PESCARA. Non solo pronto soccorso. Anche il 118 è un pilastro della rete dell’emergenza. Migliaia di chiamate, e altrettante migliaia gli interventi, ogni giorno nonostante il personale sia stremato. «Siamo rimasti gli ultimi a dare risposte a tutti, ma noi dovremmo dare risposte alla medicina d'urgenza. E se la vogliamo di qualità, non bisogna affollare i pronto soccorso. Il personale, tra riposi e ferie, fa grandi sacrifici. Chi lavora qui ha una dedizione particolare, senza nulla togliere ai colleghi dei piani superiori», dice Aurelio Soldano, direttore del Suem 118.
Il 118 di Pescara garantisce servizio h24 sette giorni su sette con 28 medici (ma l’organico al completo ne prevede 40) e 40 infermieri. I mezzi: 7 ambulanze avanzate con medico a bordo (Msa), due mezzi intermedi con infermieri a Civitella Casanova e a Caramanico Terme, altri due sul lungomare e altre due ambulanze con volontari (Misericordia e Croce rossa), oltre all'elisoccorso, servizio regionale (che sconfina anche in Molise) che porta pazienti sempre all'ospedale di Pescara. Due gli elicotteri (uno di base all’Aquila e uno all’aeroporto di Pescara) che garantiscono il servizio nelle località più impervie, ma anche in ambiente urbano. «Il personale è ridotto all'osso, siamo in una fase molto critica, con addetti che lavorano giornalmente facendo degli straordinari. Il servizio è coperto dai colleghi che fanno più ore e garantiscono, così, la copertura dell'intera giornata. Ma siamo al limite...», prosegue Soldano, che lancia un appello ai cittadini affinché venga rispettata ed esaltata la peculiarità dell’ospedale Santo Spirito: «Quest'ospedale ha una vocazione, a livello regionale, per le grandi patologie, in cui la rapida assistenza fa la differenza per salvare le vite. Grandi traumi, ictus, rianimazione pediatrica: servizi che richiedono anche l'impiego simultaneo di più professionisti tra medici e infermieri».
Ecco perché bisognerebbe limitare l’uso e l’abuso del 118: delle 60mila chiamate annuali ricevute, il 30% sono improprie. Nel 2023, sono stati 36mila gli interventi in provincia. Di questi, tra il 20 e il 30% non arrivano in pronto soccorso e vengono gestiti sul posto. «Più riusciremo ad avere professionisti sulle ambulanze, con strumentazione moderna ed adeguata, e più potremo aumentare questi numeri per portare sempre meno persone in pronto soccorso». Ed è questa la via per il futuro: ridurre gli accessi dei pazienti in pronto soccorso. Puntando anche su un servizio Adi (assistenza domestica) intensivo: «Con un team multidisciplinare potremmo portare le cure a domicilio, soprattutto per gli anziani, che non andrebbero a sovraccaricare così la rete ospedaliera», chiude Soldano, «Questo è l'investimento su cui l'azienda punta per ridurre in futuro la pressione sul pronto soccorso». Intanto a settembre arriva il concorso per assumere medici per il 118. (o.d.a.)