Opposizione all’attacco: «Il Consiglio? Una farsa»
MONTESILVANO. «Un consiglio comunale farsa». Così i gruppi consiliari di opposizione definiscono la seduta dell’assemblea che si è tenuta lunedì mattina a Palazzo di città. All’origine dell’accusa,...
MONTESILVANO. «Un consiglio comunale farsa». Così i gruppi consiliari di opposizione definiscono la seduta dell’assemblea che si è tenuta lunedì mattina a Palazzo di città. All’origine dell’accusa, il limitato numero di delibere discusse e la mancata aggiunta tra i punti all’ordine del giorno di alcune mozioni protocollate dalla minoranza entro il tempo previsto.
«Oltre ad approvare il regolamento per la disciplina del commercio su aree pubbliche, il consiglio comunale si è limitato a ratificare solo due atti», evidenziano i consiglieri di Pd e M5S, «mentre degli altri due punti all’ordine del giorno, uno è stata rinviato per “approfondimenti” e l’altro, relativo al regolamento del canone unico, non è stato portato all’attenzione del Consiglio, in quanto l’atto non era stato ancora licenziato in commissione che, in contrasto con la decisione presa in capigruppo, non è stata affatto convocata il venerdì». La minoranza rivela di aver già espresso perplessità sulla convocazione del consiglio alla vigilia della seduta e che, proprio per via del limitato numero di punti all’ordine del giorno, aveva ottenuto la possibilità di presentare mozioni e interrogazioni. Tuttavia, pur avendole protocollate nei tempi previsti, le richieste di confronto di Pd e M5S non sono approdate in Consiglio comunale lunedì mattina, come sperato invece dai proponenti. A sollevare le rimostranze dell’opposizione anche le mancate risposte del primo cittadino Ottavio De Martinis in merito alla cerimonia del 25 aprile che quest’anno non è stata prevista.
«Ci sembra davvero scandaloso», attaccano i consiglieri, «che il sindaco si sia sottratto a rispondere a un’interrogazione sulla mancata celebrazione del 25 aprile. In questo caso non è necessario alcun approfondimento dovendo motivare alla cittadinanza una decisione presa. Come può un sindaco», proseguono, «un’istituzione riconosciuta dall’ordinamento italiano, a capo del governo di un Comune, non celebrare questa data e non ricordare quel bagaglio di ideali, di coraggio e di abnegazione che ha consentito la rinascita del nostro Paese e il radicamento dei valori della democrazia, antifascismo, libertà, giustizia e solidarietà, che sono il fondamento della Costituzione della Repubblica Italiana? Un sindaco, di qualunque credo politico, rappresenta tutti i cittadini e soprattutto, come “primo cittadino”, è il primo a dover tener presente i valori della nostra Costituzione».
(a.l.)
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