Ora L’Aquila fa il pieno con due sottosegretari

1 Novembre 2022

Fausta Bergamotto allo Sviluppo economico, D’Eramo all’Agricoltura

È la città che ha scelto per la propria candidatura alle elezioni politiche del 25 settembre la leader nazionale di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Ma è stato anche il primo capoluogo di regione con un governatore di Fratelli d’Italia, Marco Marsilio. E innanzitutto è stata una delle prime grandi città a eleggere un sindaco di Fratelli d’Italia, Pierluigi Biondi. Ora, dopo l’ascesa a capitale del partito che oggi traina il centrodestra, L’Aquila passa all’incasso ed entra direttamente nel nuovo governo della stessa premier Meloni, portandosi dietro l’intero Abruzzo con la sua industria e i suoi produttori agricoli. Lo fa con due nuovi sottosegretari, la giurista Fausta Bergamotto, in quota proprio Fratelli d’Italia, e Luigi d’Eramo, che però è il vertice regionale della Lega.
La prima entra infatti come sottosegretaria del ministero dello Sviluppo economico (ora nella nuova veste voluta da Meloni di ministero delle Imprese e del Made in Italy affidato ad Adolfo Urso). Il coordinatore del Carroccio figura invece tra i sottosegretari del ministero delle Politiche agricole (che ora si chiama dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare ed è guidato da Francesco Lollobrigida).
chi è fausta BERGAMOTTO
Fausta Bergamotto nel governo in realtà c’era già, ma come funzionaria, da quasi venti anni: prima da consigliera del ministro per le Politiche comunitarie (dal 2001 al 2003), poi da dirigente delle Politiche regionali di coesione e appalti pubblici (dal 2004 al 2008), infine da dirigente del servizio Affari legali e contenzioso (dal 2008). Prima ancora, Bergamotto è stata anche funzionario della Regione Abruzzo (dal 1995 al 2001). È infatti una giurista, laureata all’Università D’Annunzio prima e specializzatasi poi in Diritto Europeo nell’ateneo di Teramo.
Nata all’Aquila nel 1968, nel 2019 entra direttamente nella politica della sua città, nominata assessore al Personale, alle partecipate, alla valorizzazione del patrimonio e alle politiche del credito del Comune dell’Aquila dal sindaco Biondi.
Nella sua lunga e ricca carriera, Bergamotto è riuscita anche a ricoprire il ruolo di presidente di una squadra di calcio: il Castel di Sangro, guidato dal 2002 al 2004.
Sempre in equilibrio tra ruoli dirigenziali e politici, porterà la sua esperienza professionali e delle stanze nel potere nei mille fronti aperti nel ministero dello Sviluppo economico, compresi quelli sulle vertenze aziendali abruzzesi.
chi è luigi D’ERAMO
Dici D’Eramo e dici invece uno dei protagonisti della politica abruzzese degli ultimi anni. Anche lui partito dall’Aquila, dove è nato nel 1976 e dove si è diplomato all’Istituto tecnico commerciale, qui ha ricoperto per dieci anni il ruolo di consigliere comunale (con esperienze anche nelle aule consiliari di Poggio Picenze e Barisciano, suo paese d’origine) e poi di assessore al Turismo dal 2002 al 2007 e alle Politiche urbanistiche con Biondi dal 2017 al 2019. È stato anche assessore alla Promozione sociale e alla Scuola nella Provincia dell’Aquila dal 2011 al 2014.
Tutto questo in larga parte militando nel partito La Destra. Il grande salto è però arrivato nel 2018 dopo il passaggio nella Lega, con l’elezione alla Camera dei Deputati nella diciottesima legislatura (dal 2018 al 2022). Da parlamentare è stato anche componente della commissione Ambiente. In Aula, invece, secondo il portale Openpolis è stato presente nel 74% delle votazioni, dato che risulta superiore a quello della media dei colleghi deputati.
Nel partito di Matteo Salvini, D’Eramo ha compiuto una scalata anche al di fuori del Parlamento, tanto da ricoprire, oltre al ruolo attuale di coordinatore abruzzese del partito, anche quello di commissario della Lega Puglia nel 2019.
Tutto questo non gli è bastato per essere riconfermato alle elezioni del 25 settembre: candidato al collegio plurinominale per la Camera come primo nome della Lega, ha pagato il sorpasso in Abruzzo di Forza Italia sul Carroccio e non è rientrato tra gli eletti. Uscito dalla porta delle elezioni, ora è quindi rientrato dalla finestra delle nomine dei 31 sottosegretari del nuovo governo Meloni.