«Ora Maragno prenda atto che non ha una maggioranza»
MONTESILVANO. «Dal Natale in casa Cupiello... al Capodanno in casa Maragno. Del resto, come insegnava il maestro Eduardo, gli esami, e le sceneggiate, non finiscono mai. Stavolta però non è...
MONTESILVANO. «Dal Natale in casa Cupiello... al Capodanno in casa Maragno. Del resto, come insegnava il maestro Eduardo, gli esami, e le sceneggiate, non finiscono mai. Stavolta però non è Napoli il palcoscenico, ma la sede del Consiglio comunale di Montesilvano dove si è consumato l'ennesimo litigio. Tale che sembrava di stare a teatro, visti i toni e la platealità dei contendenti».
La metafora confezionata dal gruppo consiliare del Pd, riassume così il senso politico dell’ennesimo scontro consumato in seno alla maggioranza di centrodestra che governa il Comune. «Da una parte», proseguono i consiglieri dem, «il sindaco, dall'altra i consiglieri Anthony Aliano e Manola Musa. Che dire: lo spettacolo non è stato dei migliori, anche perché il pubblico pagante (bollette Tari) era molto numeroso e, per usare un eufemismo, piuttosto contrariato». Morale: a giudizio del Pd, la città non è governabile, forse non solo per colpa del sindaco. «Ma, di fatto, non ci sono più le condizioni per andare avanti con le risorse umane a disposizione di Maragno».
Il Pd ribadisce di aver cercato sempre di essere propositivo e, pur rimanendo all'opposizione, ha evitato polemiche, «in quanto consapevoli delle difficoltà che ci sono». Ma adesso dice basta: «I montesilvanesi non hanno visto niente di nuovo con la amministrazione attuale, e Maragno è rimasto solo uno slogan elettorale. Mai trasformato in atti concreti». Certo è che dello scontro in atto dentro Forza Italia non si vedono al momento soluzioni: la richiesta del coordinatore regionale del partito Nazario Pagano di sospendere dal gruppo i due «dissidenti» sembra sprofondata nel nulla. Come un masso in uno stagno.
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