Orari dei locali più lunghi a luglio Gli esercenti: «Così non va bene»

Le associazioni di categoria bocciano la proposta del sindaco Masci e minacciano un ricorso al Tar A mezzogiorno si riunisce il Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico, l’ordinanza rinviata ad oggi
PESCARA. L’ordinanza sugli orari dei locali è scaduta ieri. Ma il sindaco non ha ancora firmato il nuovo provvedimento che concederà mezz’ora in più ai pubblici esercizi di Pescara vecchia e delle zone centrali della città fino al 31 luglio. Attende i pareri del prefetto e del questore che arriveranno oggi durante la seduta del Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico.
È stato proprio Carlo Masci a richiedere la convocazione, fissata per mezzogiorno, di una riunione in prefettura con i rappresentanti delle forze dell’ordine per mettere a punto un piano per la sicurezza sulla base dei nuovi orari emersi durante il vertice di maggioranza di lunedì scorso. Orari che, stando alle prime dichiarazioni a caldo, sembrano scontentare tutti, soprattutto i commercianti. I residenti, invece, per il momento non esprimono giudizi. Il sindaco, comunque, spera di poter ottenere delle garanzie, da parte del prefetto e del questore, su un potenziamento dei controlli notturni nelle zone centrali della città maggiormente frequentate dalla movida pescarese.
LA LEGA. Si tratta di un passaggio fondamentale, perché solo se arriveranno rassicurazioni su un aumento dei controlli per far rispettare le regole, la Lega potrà finalmente sciogliere la sua riserva ed esprimere un giudizio sulla proposta avanzata da Masci sui nuovi orari per il mese di luglio. «Quella proposta è solo una base di partenza», hanno tenuto a sottolineare ieri fonti del Carroccio, «a noi interessa che vengano rispettate le regole sugli orari e sui rumori e che non si registrino caos e assembramenti».
I COMMERCIANTI. Le anticipazioni sui nuovi orari trapelate dalla riunione di maggioranza di lunedì scorso hanno scatenato subito le reazioni degli esercenti e delle loro associazioni di categoria. Il giudizio unanime è stato negativo. I commercianti si aspettavano maggiori concessioni da parte dell’amministrazione comunale e le chiusure, dalla domenica al giovedì a mezzanotte e mezza e, il venerdì e il sabato, all’una e mezza non sono giudicate sufficienti. Gli esercenti vorrebbero tornare agli orari dell’anno scorso, quando i locali si chiudevano, rispettivamente, all’una e alle 2.
«Forse, in una condizione così particolare», ha detto il direttore della Confesercenti Gianni Taucci, «sarebbe stato il caso di trovare soluzioni di carattere economico per consentire alle imprese di questo settore di restare in vita pur avendo un orario ridotto. Ci attendevamo qualcosa in più, non siamo soddisfatti e in questa fase stiamo valutando con i nostri iscritti tutti gli aspetti possibili, anche un eventuale ricorso al Tar».
«Le ipotesi sugli orari avanzate per luglio», hanno scritto in una nota congiunta Confartigianato, Confcommercio, Ihn e Pescara viva, «rischiano di spegnere il turismo, il Comune ci ripensi. Se ciò non avverrà, tuteleremo gli esercenti in ogni modo possibile». «Apprezzo la volontà di allungare gli orari», ha aggiunto Pierluigi Pasetti titolare di alcuni locali nella zona di piazza Muzii, «ma così come sono stati previsti non sono ancora sufficienti. Si rischia una soluzione abortiva, la vocazione di una città di mare è l’accoglienza».
I RESIDENTI. Il comitato di via Battisti, per ora, non vuole esprimere giudizi sugli orari. «Non prenderemo nessuna posizione, fino a che non leggeremo l’ordinanza», hanno precisato i residenti, «riteniamo, comunque, che ci sia la volontà di tenere in considerazione le problematiche delle varie zone della città».
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