Orietta Berti in concerto per salvare la Pineta bruciata

L’esibizione organizzata dal senatore Pd D’Alfonso per raccogliere fondi per l’area verde Il sindaco Masci: l’area resterà una riserva naturale, risorgerà ancora più bella di prima
PESCARA. Da una parte il ricordo ancora vivido delle fiamme alte e minacciose del primo agosto, del fumo nero che sovrastava una parte di città, della pioggia di cenere e del verde della Pineta che bruciava e bruciava ancora, per ore, dalla ferrovia verso il mare, con le famiglie in pericolo costrette a fuggire di casa. Dall’altro lato la voglia di superare quei momenti dolorosi e di far ripartire il polmone della città, di ricostruire un’immagine a colori che sostituisca quella in bianco e nero di oggi, dominata dalla cenere della Riserva dannunziana.
Da quell’orribile giornata è passato un mese, le prime iniziative sono state avviate subito, ricorda il sindaco Carlo Masci, dal censimento degli alberi alla rimozione di quelli che costituivano un pericolo per auto e pedoni, e poi una raccolta fondi aperta alla città (passando per un conto corrente dedicato), oltre alla richiesta dello stato di emergenza, per dirne alcune. Altre stanno prendendo forma in questi giorni, come la nomina di un gruppo di lavoro che dovrà scrivere il futuro della Riserva, voluto proprio da Masci e in via di formalizzazione. Per contribuire alla raccolta fondi, alcuni eventi del Festival della Rivoluzione saranno a pagamento e per la sera del 17 settembre è stato organizzato il concerto di Orietta Berti, all’Arena del mare, aperto a poche centinaia di persone e promosso da Luciano D’Alfonso, presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato. Lo show è previsto al termine di un evento, organizzato sempre da D’Alfonso, sul tema “Giornate particolari - La gestione dei grandi eventi nello spazio urbano”, in programma alle 16.30, in piazza Ettore Troilo. Parteciperanno, tra gli altri, il ministro degli Interni Luciana Lamorgese, la sindaca di Torino Chiara Appendino, il cardinale Mauro Gambetti, vicario generale del Papa, il presidente del Coni Giovanni Malagò e il capo della polizia Lamberto Giannini.
Riavvolgendo il nastro, Masci pensa a quel pomeriggio come a «un giorno drammatico, l’apocalisse, uno dei più brutti della mia vita perché ho visto andare in fumo una parte di Pescara che fa parte della nostra storia e rappresenta le radici della città. Ma la comunità non si è persa d’animo, si è messa all’opera in quelle ore per bloccare il fuoco e poi per ripartire: è questa la forza dei pescaresi, lo spirito che vorrei emergesse sempre». I primi passi sono stati fatti, essendo «stati tagliati gli alberi che potevano rappresentare un pericolo per l’incolumità delle persone, in strada e sui camminamenti pedonali. Ma gli altri non sono stati toccati, aspettiamo, e questo sarà motivo di confronto». È già deciso, invece, che «la Riserva resterà Riserva, nessuno lo ha mai messo in dubbio, e l’obiettivo è farla risorgere più bella di prima. Dobbiamo pensare a ricostruirla e mi sono fatto affiancare da un gruppo composto da esperti in materia, pescaresi, che conoscono l’area a cui affiancare nomi indicati da Regione e ministero. Saranno loro a stabilire tempi e modi della ricostruzione e si sono già attivati, con dei sopralluoghi». Un secondo gruppo che affiancherà il sindaco sarà «politico, per elaborare in termini amministrativi il percorso indicato dai tecnici. Sarà espressione di giunta e consiglio, coinvolgendo anche la minoranza: una sorta di spazio di decantazione prima che le indicazioni dei tecnici arrivino in aula. Punto anche alla partecipazione, in questo percorso, di alcuni personaggi autorevoli che non hanno a che fare con la politica di oggi ma che si sono sempre interessati a Pescara e possono contribuire a mettere in campo delle idee». Mentre la sottoscrizione continua, Masci annuncia che scriverà «a imprenditori, banche e fondazioni per chiedere di partecipare alla ricostruzione». Sta lavorando a un’opera di convincimento anche D’Alfonso che ha già «trovato figure economiche interessate a partecipare a questo salvadanaio per la ripartenza della pineta» e ha voluto organizzare «il grande evento» con Orietta Berti come «dono alla città per stimolare la generosità di chi può. Il sindaco ha lanciato un appello e io lo voglio supportare», dice, «nei confronti degli operatori bancari e di chi ha avuto successo sul piano imprenditoriale».

