Oro è di nuovo sparito Esposto in Procura

PESCARA. Risale al 12 agosto scorso l'ultimo avvistamento di Oro, il cavallo di Pescara Colli parcheggiato per mesi in un'area di proprietà della Regione in via Di Girolamo e adottato dai residenti...
PESCARA. Risale al 12 agosto scorso l'ultimo avvistamento di Oro, il cavallo di Pescara Colli parcheggiato per mesi in un'area di proprietà della Regione in via Di Girolamo e adottato dai residenti della zona. Un gruppo di cittadini, supportato dall'associazione Meta Abruzzo, dopo avergli offerto cibo e affetto per alcuni mesi, ha preso a cuore le sorti del puledro e ha presentato un esposto alla procura della repubblica. La gara di solidarietà è partita dopo l'ultimo spostamento di Oro.
Dal primo spiazzo a Pescara Colli, dove in base ai racconti dei cittadini il cavallo è rimasto per diversi mesi in un terreno pubblico in attesa di un progetto di ippoterapia che non è mai partito, il 31 luglio scorso, è stato portato in via Gizio, nel cuore di Rancitelli, «in mezzo alle case popolari: un posto piccolo, privo di riparo, senza cibo ma con due bacinelle per l'acqua per abbeverarsi, insomma in condizioni di grave incuria e maltrattamento senza che il proprietario si affacciasse per accudirlo», racconta Davide Di Giacinto, volontario e attivista per la difesa dei diritti degli animali nonché presidente della neo associazione Meta Abruzzo. Dopo essersi sciolto dai legacci per due volte di seguito, mettendo a rischio la propria incolumità e quella dei residenti, il cavallo è stato portato da qualche altra parte, probabilmente dal proprietario, un pregiudicato attualmente ai domiciliari, sempre in base a quanto dicono i volontari, facendo perdere le sue tracce. Oggi i cittadini che negli ultimi mesi si sono affezionati a Oro e lo hanno accudito amorevolmente al pari di un cane o un gatto di quartiere chiedono l'intervento delle istituzioni. Quattro attivisti dell'associazione Meta Abruzzo hanno denunciato il fatto alle forze dell'ordine e hanno inviato una lettera al sindaco Marco Alessandrini e all'assessore delegato alla Tutela del mondo animale, Sandra Santavenere, per chiedere un intervento diretto.
«Siamo preoccupati», rimarca Davide Di Giacinto, «riteniamo che ci siano i presupposti per il maltrattamento e non capiamo perché la forza pubblica non intervenga per operare un sequestro. Un cavallo può essere uguale a un cane o a un gatto. Vorremmo offrirgli un riparo più consono alle sue esigenze e portarlo all'oasi di Penne». (y.g.)
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