Orsini ci ripensa: voterò il sindaco
Andrà alle urne per le elezioni provinciali dopo aver detto che avrebbe disertato
MONTESILVANO. Mauro Orsini ci ripensa e annuncia che voterà il sindaco co Maragno come consigliere provinciale. Dopo aver esternato nei giorni scorsi la volontà di disertare le urne delle elezioni provinciali e aver invitato i colleghi di Montesilvano e delle altre città pescaresi a fare la stessa cosa, il consigliere di maggioranza torna sui suoi passi e si dice pronto a riconfermare la sua fiducia al sindaco di Montesilvano. Orsini sembra dunque determinato a mettere da parte le proprie perplessità, circa «l’illegittimità e l’incostituzionalità» delle elezioni, scaturite alla luce del risultato referendario che, a suo avviso, ha messo in evidenza la volontà dei cittadini di votare direttamente i propri amministratori senza delegare la politica.
«Ho cambiato idea», spiega il consigliere, «dopo aver parlato, e di conseguenza aver seguito il consiglio dei miei amici (nessun politico tra loro), i quali che mi hanno ricordato quello che ho sempre detto sull’importanza del voto politico: «Andate a votare altrimenti al comando resteranno sempre i peggiori. Per toglierli votate qualcuno di cui vi fidate, stimate e che siete convinti lavorerà nell’interesse della collettività. Non avrei mai immaginato di sentire tali parole a me rivolte dette da altri. E allora, grazie ai miei amici, sabato andrò a votare il miglior candidato che ritengo presente nelle liste per il rinnovo del Consiglio provinciale: Francesco Maragno».
Orsini ricorda di aver già votato il primo cittadino due anni e mezzo fa condividendone il programma. «Non vedo perché non dovrei votarlo adesso», aggiunge, «che potrebbe essere utile, se presente nel Consiglio provinciale, per destinare le risorse della Provincia a Montesilvano e lavorare su alcuni progetti, uno su tutti la destinazione d’uso della Stella Maris (di proprietà della Provincia ma sul nostro suolo comunale). Dopo avere sostenuto Maragno come sindaco, confermo il mio voto alle provinciali; è incoerente chi non lo vota la seconda volta». (a.l.)
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