Orsini risponde ad Aliano&C.: «Siete incoerenti e populisiti»

MONTESILVANO. «Incoerenti e populisti». Così il presidente della commissione comunale lavori pubblici, Mauro Orsini, definisce i rappresentanti del gruppo consiliare #montesilvano2019, che ieri ha...
MONTESILVANO. «Incoerenti e populisti». Così il presidente della commissione comunale lavori pubblici, Mauro Orsini, definisce i rappresentanti del gruppo consiliare #montesilvano2019, che ieri ha inviato un documento al sindaco Maragno per esprimere perplessità circa l’operato dell’amministrazione di centrodestra sulla gestione dei rifugiati.
«A loro rispondo» afferma Orsini «che, senza accorgersene, criticano loro stessi avendo, in seno alla maggioranza, due assessori e 6 consiglieri che, evidentemente, non hanno capacità e forza di incidere sulle scelte amministrative».
La replica del presidente della commissione lavori pubblici riverbera chiaramente il clima politico di divisione che agita la maggioranza comunale.
Un dissidio che, a quanto pare, non sembra affatto rimarginato neppure in seguito al patto di fine mandato con cui, qualche mese fa, sono stati ricuciti gli strappi che dilaniano il centrodestra montesilvanese. Nel quadro di quell’accordo, in seno alla giunta, sono stati infatti assegnati alla componente di destra due incarichi assessorili, uno di ritorno a Paolo Cilli, che si era dimesso qualche mese prima della crisi amministrativa, l’altro a Manola Musa.
«Quando il gruppo #montesilvano2019 critica la politica in materia di accoglienza dei profughi attaccando la maggioranza di cui fanno parte con un peso politico consistente e tante poltrone», afferma ancora Orsini, «dal mio punto di vista, assumono un atteggiamento politico incoerente e populista, di chi vuole da una parte detenere il potere, ma sulle scelte più difficili cavalca l’onda razzista di coloro che se vedono un gruppo di uomini con la pelle nera in un qualsiasi angolo della città li accusano di bivacco. Ci saranno anche immigrati che bivaccano», chiosa il presidente, «ma fanno certamente meno danni del bivacco istituzionale e amministrativo di noi politici».
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