Ospedale depotenziato, riparte la protesta del comitato cittadino

Penne, il San Massimo ha solo un mezzo medicalizzato per effettuare gli interventi di urgenza La preoccupazione dei residenti: «Ci vuole troppo tempo per arrivare al Pronto soccorso di Pescara»
PENNE. Torna ad accendersi l’attenzione del comitato “Salviamo l’ospedale di Penne” sulla situazione delle rete emergenziale nell’area vestina. Alcuni aderenti all’associazione, hanno stilato una media dei tempi di percorrenza delle ambulanze dai paesi dell’entroterra pedemontano vestino al pronto soccorso di Pescara.
L’ospedale San Massimo di Penne dispone solo di un’ambulanza medicalizzata e, dunque, nel caso questa sia già impegnata altrove, un mezzo di soccorso deve spostarsi dalle altre postazioni. In tutta la provincia di Pescara ci sono 7 postazioni con ambulanze medicalizzate, di cui 5 attive 24 ore su 24 (Penne, Popoli, Pescara, Montesilvano, Scafa) e 212 ore al giorno (Pianella 8-20, diurna, e Catignano ore 20-8, notturna). Poi ci sono le associazioni di volontari che prestano servizio in base ai trasporti da fare e alla disponibilità di tempo e quelle convenzionate con la Asl per vari servizi (trasporto dializzati, sangue). D’inverno gli interventi di emergenza diventano sempre più difficili e rischiosi, sia per i pazienti sia per i soccorritori, questi ultimi costretti a lavorare in condizioni sempre più estreme. In base ai rilievi estrapolati dall’associazione, un’ambulanza per arrivare da Pianella a Farindola e poi andare a Pescara impiega 1 ora e 42 minuti in condizioni climatiche ottimali. Un tempo che con pioggia, ghiaccio e neve rischia di dilatarsi ulteriormente e complicare gli interventi.
Per il presidente del comitato “Salviamo l’ospedale di Penne” tutto questo è inaccettabile. «I tempi di percorrenza delle ambulanze», dice Nicola Spoltore, «sono molto più dilatati di quelli che hanno voluto farci credere. Già raggiungere alcuni territori di Penne, penso a Roccafinadamo, è molto complicato per via delle condizioni stradali e quindi i tempi si dilatano ulteriormente. Se a ciò aggiungiamo che il Pronto soccorso dell’ospedale di Pescara è al collasso per via della mole di lavoro che è chiamata a sostenere ecco che la situazione è ancora più preoccupante. Da qualche tempo abbiamo chiesto ai parlamentari e senatori abruzzesi di poter avere un incontro con la ministra alla sanità Giulia Grillo». «C’è bisogno», aggiunge il presidente dell’associazione, «di un intervento immediato adesso, prima che sia troppo tardi. Ci aspettiamo un segnale forte da questo governo. Il decreto Lorenzin ha massacrato la rete ospedaliera e l’emergenza, soprattutto nell'entroterra vestino messo ko da maltempo, terremoti e valanghe. Il nostro Pronto soccorso non può più rispondere ai codici rossi e l’intera area vestina, in caso di emergenza, deve sperare in un vero e proprio miracolo. Se nessuno ci darà ascolto torneremo a protestare e a far valere le nostre ragioni».
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