«Ospedale, paziente morì per guasto all’ossigenazione»

25 Novembre 2016

PESCARA. La morte di Elvira Ferri, avvenuta all'ospedale civile quasi tre anni fa, sarebbe stata provocata dal malfunzionamento degli impianti di ossigenazione. Ne sono convinti i periti nominati dal...

PESCARA. La morte di Elvira Ferri, avvenuta all'ospedale civile quasi tre anni fa, sarebbe stata provocata dal malfunzionamento degli impianti di ossigenazione. Ne sono convinti i periti nominati dal gip Antonella Di Carlo, i quali, «ferme restando le criticità di condotta dei sanitari coinvolti», sostengono che «la disfunzione degli impianti di ossigenazione sia stata causa del decesso della paziente, aggravandone in modo fatale la condizione, già precaria, di insufficienza respiratoria, favorendo direttamente, di conseguenza, l'innesco delle aritmie ventricolari responsabili dell'insorgenza dell'arresto cardiaco o, comunque, favorendo l'insorgere dell'arresto cardiaco». Una novità, quella messa nero su bianco dai periti, Vittorio Fineschi e Mario Giosuè Balzanelli, di non poco conto nella vicenda della morte della 57enne, ricoverata d'urgenza l'11 febbraio 2014.

Tre i medici indagati per omicidio colposo: il primario di Medicina Giancarlo Traisci e i medici del reparto, Antonio La Torre e Giancarlo Di Battista. La perizia, illustrata ieri, in sede di incidente probatorio, dopo aver evidenziato «una gestione ospedaliera complessiva che può definirsi di inadeguata qualità rispetto alle esigenze gestionali del caso specifico», sottolinea il malfunzionamento degli impianti per l'irrogazione dell'ossigeno ai pazienti proprio a livello dell'ala Est del settimo piano.

Secondo Fineschi e Balzanelli, la morte della 57enne, che presentava livelli di potassio molto bassi, «si sarebbe verificata con bassa fascia di probabilità, se il reparto fosse stato organizzato in modo tale che, a partire dalle ore 14 del 12 febbraio fino all'alba del 13 febbraio, la paziente avesse potuto beneficiare della presenza di un medico di turno». Nel procedimento penale i familiari della 57enne sono assistiti dall'avvocato Enzo Di Lodovico, mentre in sede civile dalla società Giesse di Montesilvano.

Marianna Ventura

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