Ospedale Penne, la deroga regala ottimismo sul futuro

Sospiri: «Dopo il 10 febbraio restituiremo all’area vestina una struttura di primo livello» Tulli: «Grazie anche a Noi con Salvini». Spoltore: «Che accadrà tra 4 anni alla Lorenzin?»
PENNE. Si torna a sperare su un futuro positivo per l’ospedale San Massimo di Penne. L’emendamento presentato dai Cinque Stelle nell’ambito del decreto Genova, che prevede una deroga per gli ospedali che si trovano nelle vicinanze del creatore sismico, per ora ha aperto solo uno spiraglio.
A oggi, di certo, c’è che il declassamento a ospedale di area disagiata avviato dalla Regione Abruzzo è pressoché compiuto. «Il Pd, che ha chiuso di fatto il San Massimo, togliendogli il pronto soccorso e trasformandolo in un semplice punto di “stabilizzazione” del paziente, accusa i 5 Stelle di aver presentato un emendamento-farsa per impedire il declassamento del San Massimo», interviene il capogruppo alla Regione di Forza Italia Lorenzo Sospiri. «Il che è vero, ma suscita stupore che oggi a ergersi a difensori della struttura sia proprio il Partito Democratico, preoccupato, evidentemente, solo di salvare la faccia e uno o due voti, in vista delle elezioni», prosegue Sospiri che assicura: «Dopo il 10 febbraio sarà il governo di centrodestra che assumerà la guida della regione, per volontà degli abruzzesi, a stracciare la delibera dell’assessore Paolucci e a restituire a Penne e all’area vestina il San Massimo, che tornerà a essere un ospedale di primo livello».
«Dopo lunghi mesi di confronto con i dirigenti regionali sulla sanità vestina e dopo un nulla di fatto ormai noto alla cronaca, ci sono le basi per poter ridiscutere l’assetto ospedaliero del San Massimo grazie anche all’interessamento di parlamentari di “Noi con Salvini”», dice l’assessore Giuseppina Tulli. «In veste di assessore alla sanità assicuro continuo impegno al fine di promuovere un presidio ospedaliero nell’area vestina in grado di tutelare la salute di tutti i cittadini». Moderatamente ottimista il presidente dell’associazione “Salviamo l’ospedale di Penne”, Nicola Spoltore. «Per ora, non conoscendo il testo dell'emendamento, preferiamo manifestare un cauto ottimismo», spiega Spoltore. «Siamo ovviamente grati al M5S, a cui riconosciamo vicinanza alle nostre battaglie, per l'impegno e per averci dato un primo spiraglio di luce, pur non riuscendo a sentirci ancora in salvo. Innanzitutto perché noi siamo stati già declassati di fatto: reparti chiusi, personale ormai insufficiente, presidi diagnostici non all'altezza, struttura inadeguata. Investiranno sul San Massimo solo perché c'è il congelamento della Lorenzin per 4 anni? Lo farà il tavolo di monitoraggio? Noi stiamo chiedendo ben altro e soprattutto che l’ospedale sia strutturato e non temporaneo. L'approvazione di questo emendamento, che ripeto deve avere ancora i crismi dell'applicabilità, ci potrà dare un po' di respiro. Questo Governo, se vuole essere veramente credibile agli occhi e al cuore della nostra comunità e di altre, deve fare altro, bene e velocemente».

