Ospedali abruzzesi: sospesi tutti i ricoveri per le altre patologie

14 Marzo 2020

Firmata l’ordinanza per tenere libere le terapie intensive E dal Fondo sanitario arriveranno quasi 2 miliardi e mezzo

PESCARA. Sospensione dei ricoveri programmati, sia medici che chirurgici, in tutti gli ospedali sedi di pronto soccorso. Servono più posti. È il provvedimento che la Regione Abruzzo ha varato, con effetto immediato e fino a venerdì 3 aprile, «al fine di favorire il massimo utilizzo possibile delle terapie intensive e la disponibilità di personale sanitario per far fronte all’emergenza Covid 19».
L’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, aveva preannunciato il provvedimento al termine della riunione del Crea (Comitato regionale emergenze) che si è tenuta ieri mattina a Pescara e le cui conclusioni saranno recepite in un successivo documento. In serata l’ordinanza firmata dal presidente Marco Marsilio. «Per i pazienti provenienti dai pronto soccorso», ha spiegato l’assessore, «sarà possibile effettuare solo ricoveri con carattere d’urgenza non differibili». Sono esclusi dai ricoveri programmati, gli interventi oncoematologici di classe A e di alta specialità. Proseguono anche l’assistenza al percorso nascita e le interruzioni volontarie di gravidanza. I ricoveri in regime di Day hospital seguiranno lo stesso percorso già delineato per la specialistica ambulatoriale, vale a dire che sarà salvaguardata l’attività dedicata ai percorsi oncoematologici e alle prestazioni legate alla continuità assistenziale o terapeutica.
«Anche i privati», continua l’assessore Verì, «per tutto il periodo dell’emergenza saranno tenuti ad accogliere i pazienti no-Covid nel caso dovesse rendersi necessario il loro trasferimento dalle strutture pubbliche, rimodulando allo stesso tempo la loro attività di elezione». I direttori generali delle Asl «hanno la responsabilità, nel rispetto dei requisiti e delle indicazioni ministeriali, di individuare le strutture di Covid Hospital, provvedendo all’adeguamento dei necessari requisiti strutturali, funzionali e di personale».
Disciplina più stringente anche per le visite ai degenti: l’accesso a parenti e visitatori nei reparti sarà consentito solo durante l’orario di visita e a un solo visitatore per paziente. Divieto di ingresso a tutti coloro che presentano patologie influenzali o simili. «Fondamentale», rimarca la Verì, «l’istituzione, in ambito provinciale, di un servizio di assistenza psicosociale, che possa fornire supporto alle comunità e alle famiglie, sia durante che nella fase immediatamente successiva all’emergenza epidemiologica».
Intanto, le Regioni italiane hanno dato il via al riparto del Fondo sanitario 2020. All’Abruzzo andranno 2 miliardi 477 milioni 332mila euro dei quasi 114 miliardi complessivi.
«L’immediato accordo per lo stanziamento del Fondo sanitario 2020 è un segnale importante per il Paese, di attenzione concreta in un momento così grave per la salute dei cittadini», tiene a sottolineare il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini, in merito alle decisioni prese nel corso della riunione svoltasi in videoconferenza. «Si rafforza così quel presidio che in questi giorni di emergenza coronavirus abbiamo compreso fino in fondo quanto sia fondamentale e insostituibile nella sua universalità», aggiunge Bonaccini, «quanto sia grande la professionalità, il sacrificio e la dedizione al lavoro di tutti gli operatori, a cominciare da medici e infermieri, che sono in prima linea a contrastare questa pandemia.
Il Servizio sanitario nazionale per il 2020 viene finanziato complessivamente con più di 116 miliardi di euro, compresi obiettivi di piano e quote vincolate, di questi oggi sono stati ripartiti tra le Regioni oltre 113 miliardi, tra fabbisogno sanitario standard e quote di premialità. Per il 2020, quindi, le Regioni hanno ripartito in totale 113,360 miliardi di euro di cui 113,069 miliardi di fabbisogno standard e 291,648 milioni di premialità aggiornata in conseguenza dell’aumento del Fondo di 2 miliardi di euro come stabilito dalla Legge di bilancio 2019». ©RIPRODUZIONE RISERVATA