«Ospedali tagliati, ci penserà il ministro»

Pettinari e Marcozzi (M5S) ribattono alle accuse di Febbo (Fi): «Giulia Grillo è già al lavoro per rimediare gli errori di altri»
PESCARA. «Il Ministro Grillo è già a lavoro per rimediare al progressivo depotenziamento della sanità pubblica posto in essere negli ultimi anni dai governi di centrodestra e centrosinistra».
È tranciante la risposta che i consiglieri regionali del Movimento Cinquestelle, Domenico Pettinari e Sara Marcozzi, rivolgono al collega Mauro Febbo, esponente di Forza Italia. Ieri Febbo aveva criticato Pettinari per aver presentato una proposta di legge (quella per bloccare il declassamento dei piccoli ospedali, ndr), definita dal consigliere forzista «senza sostanza, una pubblicità regresso in vista delle elezioni regionali».
NON ACCETTIAMO LEZIONI. E la replica dei penstastellati non si è fatta attendere. «Il consigliere Mauro Febbo lecca le ferite dell’assessore Silvio Paolucci», è il primo affondo, «forse nel goffo tentativo di salvarsi dalla inesorabile debacle che attanaglia Forza Italia. Ormai il fronte congiunto Pd - Forza Italia è palese a tutti, e le parole pronunciate alla stampa dal consigliere Mauro Febbo ne sono una chiara dimostrazione», dicono Pettinari e Marcozzi. «Non accettiamo lezioni», rincarano la dose, «da chi è complice del disastro sanitario che stiamo vivendo in Abruzzo. La giunta Chiodi, in cui Mauro Febbo è stato assessore, in 66 mesi ha declassato 5 ospedali: Tagliacozzo, Pescina, Guardiagrele, Gissi e Casoli. Febbo dov’era quando accadeva tutto ciò? Oggi, invece di tacere, difende addirittura l’operato della Giunta D’Alfonso che in 48 mesi è riuscita a ridurre la sanità abruzzese ai minimi storici con il declassamento, in continuità col precedente governo di centrodestra, degli ospedali di Penne, Popoli, Atessa, Ortona e Atri».
LE CRITICHE DI FEBBO. Tra le altre critiche che Febbo ha rivolto a Pettinari, sottolineando come la proposta di legge presentata non recasse anche la firma dell’avvocato Sara Marcozzi, il consigliere di Fi aveva sostenuto che lo strumento normativo fosse privo «dei fondamentali legislativi per ricevere i pareri positivi da parte degli uffici regionali competenti. Pertanto, anziché presentare una proposta di legge regionale, quindi di rango giuridico inferiore rispetto a un decreto ministeriale (il decreto Lorenzin che ha ridisegnato la geografia della sanità, ndr)», ha osservato Febbo, «gli esponenti del Movimento 5 Stelle si facciano promotori presso il Ministro Grillo, loro esponente, per l’approvazione di provvedimenti nazionali, con valore superiore a una semplice legge regionale, capace di correggere il Decreto Lorenzin aprendo davvero nuovi scenari per la programmazione sanitaria non soltanto abruzzese, ma nazionale».
IL GIOCO DELlE PARTI. «Parole che fanno sorridere», incalzano Marcozzi e Pettinari «se si pensa al Mauro Febbo che fino a qualche mese fa urlava in consiglio affinché la Giunta regionale non chiudesse i punti nascita o non depotenziasse gli ospedali. Oggi cosa è cambiato? Sbagliava prima o sbaglia oggi? O forse non importa l’onesta intellettuale, importa portare avanti un gioco delle parti nel tacito assenso di alternanza governativa tra destra e sinistra. Alternanza che in 10 anni ha prodotto il depotenziamento di 10 ospedali. Il consigliere Febbo sferra attacchi pretestuosi nei confronti del M5S, forse nel tentativo di recuperare un briciolo di credibilità sul territorio, ma i fatti passati e presenti raccontano un’altra storia».
L’AFFONDO CINQUESTELLE. E, infine, la rassicurazione. «Il Ministro Grillo è già a lavoro per rimediare al progressivo depotenziamento della sanità pubblica. Stia tranquillo Febbo, si preoccupi di ciò che accade in Regione che pare, fino a oggi, essere stato un po’ distratto. L’Abruzzo deve dotarsi nell’immediato di uno strumento veloce ed efficace per risollevare la sanità regionale, nel pieno delle competenze legislative e di programmazione della giunta regionale, in attesa che il Governo centrale rimedi ai numerosi danni creati dai suoi predecessori».

