Otto martellate alla moglie, poi si è ucciso

27 Giugno 2014

L’omicidio-suicidio di Spoltore: l’autopsia accerta le cause delle morti. Oggi l’addio al pensionato e alla consorte malata

SPOLTORE. Nella chiesa di Santa Teresa d’Avila stamattina, alle 10, i funerali di Domenico Ranalli, 89 anni, e della moglie 85enne Eleonora Pierfelice, uccisa martedì a martellate in testa dal marito, che poi si è tolto la vita buttandosi nel fiume Pescara. L’autopsia eseguita ieri mattina dal medico legale Cristian D’Ovidio ha confermato la dinamica dell’omicidio-suicidio ricostruita dai carabinieri che hanno condotto le indagini. L’esame sui corpi dei coniugi Ranalli, richiesto dal pm Anna Rita Mantini, è durato circa 6 ore e mezza. Sull’anziana donna sono state riscontrate importanti lesioni sul cranio dovute a diversi colpi, almeno 8, risultati compatibili con l’arma usata dal marito, il martello ritrovato e sequestrato dai carabinieri sulla scena del delitto, che si è consumato nella camera da letto della casa dove la coppia viveva da alcuni mesi, al civico 14 di via Aterno. Per l’omicida-suicida Domenico Ranalli l’autopsia ha avvalorato l’ipotesi della morte per annegamento. L’evidenza medico scientifica dell’autopsia mette la parola fine a un tragedia familiare apparsa subito chiara ai carabinieri di Pescara e Spoltore, guidati dal capitano Claudio Scarponi, sin da quando, martedì poco prima delle 8, hanno fatto irruzione nella casa di via Aterno. Era stata Giuseppina Ranalli, figlia 64enne della coppia, a dare l’allarme al 112, dopo aver ricevuto alle 7,20 la telefonata del padre che la informava di aver ucciso la moglie malata e che sarebbe andato a suicidarsi nel fiume. Nell’abitazione i militari hanno trovato Eleonora Pierfelice in fin di vita, con la testa fracassata, in una pozza di sangue. L’anziana, che da qualche anno era affetta di una patologia neurologica degenerativa, è deceduta pochi minuti dopo l’arrivo al Pronto soccorso di Pescara. Il suo assassino, l’uomo che aveva sposato 71 anni fa, è stato rinvenuto senza vita poco dopo nel fiume Pescara, non lontano da casa, nel tratto del corso d’acqua che scorre accanto al parcheggio dell’ipermercato Auchan-Mall. È apparsa subito chiara anche la premeditazione del gesto da parte di Ranalli, che ha scritto un biglietto d’addio. Prima di compiere l’efferato delitto e di darsi a sua volta la morte, il pensionato ha anche preparato e lasciato ben in vista 1.600 euro, soldi destinati ai nipoti. L’89enne si era pure procurato un picchetto e una fune, arnesi che ha poi utilizzato per legarsi e ancorarsi alla sponda del fiume, prima di gettarsi in acqua, per evitare che il suo corpo venisse portato via dalla corrente. Voleva essere ritrovato cadavere Domenico Ranalli, per essere sepolto insieme all’amata moglie Eleonora. Una tragedia, intreccio di amore e morte, provocata dalla straziante sofferenza per la malattia della donna. Oggi i coniugi saranno accompagnati in chiesa nell’ultimo viaggio terreno, ancora una volta insieme.

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