Pace a Florindi: La farmacia è una risorsa
CITTÀ SANT’ANGELO. Vendere la farmacia per ripianare problemi di bilancio, può essere solo il frutto di farneticazioni delle opposizioni. È, in sintesi, il pensiero di Antonio Pace, direttore della...
CITTÀ SANT’ANGELO. Vendere la farmacia per ripianare problemi di bilancio, può essere solo il frutto di farneticazioni delle opposizioni. È, in sintesi, il pensiero di Antonio Pace, direttore della farmacia comunale angolana. Pace scrive direttamente al sindaco Gabriele Florindi per sollecitare chiarezza. «Scrivo da cittadino», premette, «convinto della necessità della trasparenza amministrativa e avendo atteso la fine delle consultazioni elettorali per evitare confusioni e speculazioni».
Pace afferma che «l’eventuale vendita penalizzerebbe non solo i dipendenti per il rischio di perdere il posto di lavoro, ma anche i cittadini», che si vedrebbero privati «di una struttura che eroga servizi in linea con le loro esigenze e aspettative. Il tutto per colpe di altri (quelli che non pagano e quelli che non fanno pagare). L’eventualità della vendita» insiste Pace, non sarebbe inoltre conveniente per la perdita «di circa 200mila euro all’anno di sconti ai clienti, e diverse decine di migliaia di euro di utili oltre agli sconti indotti alle altre farmacie sul territorio». Vi è poi «il possibile ritorno del monopolio, in caso di vendita, con conseguenze facili da prevedere», sottolinea Pace, nel suo messaggio al sindaco, «e che in ultima analisi sancirebbero il fallimento della sua amministrazione».
Il direttore ricorda le iniziative portate avanti sul fronte della promozione della salute e nel mondo della scuola, con l’organizzazione di eventi informativi e screening. Un impegno che è valso alla struttura la definizione di «fiore all’occhiello» per lo stesso programma amministrativo del sindaco. Privare Città Sant’Angelo della farmacia comunale, chiosa Pace, non solo non sarebbe utile a risolvere i problemi di bilancio, ma vedrà lo stesso direttore «opporre tutte le iniziative legittime per scongiurare una tale, inopportuna e deprecabile evenienza».
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