Padovano corre solo «Mi candido a sindaco del mare»

Il consigliere comunale e vicepresidente Confcommercio «Niente primarie, ho già la mia lista civica con 30 nomi»
PESCARA. Il nome della lista lo ha già messo nero su bianco. E anche i primi trenta candidati tra professionisti, persone vicine al mondo dei diversamente abili, uomini e donne della marineria. L’annuncio ufficiale avverrà a fine ottobre con la presentazione di “Pescara domani”, ma il copione è già scritto: Riccardo Padovano alle prossime amministrative scenderà in campo da solo per giocarsi la propria occasione di diventare sindaco di Pescara: «Un sindaco fuori dai palazzi, di strada, magari il primo sindaco del mare», strizza l’occhio il consigliere comunale di maggioranza, già vicepresidente di Confcommercio e presidente regionale Sib, il sindacato balneari.
Con un colpo di scena che spiazza gli avversari e batte tutti sul tempo, Padovano anticipa al Centro la decisione di staccarsi dalla coalizione di centrosinistra in vista del voto di maggio 2019 per inseguire un sogno: quello di sedersi sulla poltrona più ambita e più difficile di Palazzo di città.
Padovano, com’è maturata questa decisione?
«In politica mi sono sempre impegnato come assessore comunale durante la giunta D’Alfonso, presidente di circoscrizione del quartiere 6 e consigliere comunale. Questi incarichi, tra cui quello di presidente regionale dei balneari, mi hanno fatto crescere. Ho studiato, talvolta anche con grande fatica. Adesso, dopo un incontro a livello regionale con il mio partito, sono pronto a confrontarmi in uno scenario politico più ampio. I partiti tradizionali hanno avuto un ruolo importante in passato, ma poi non sono stati capaci di capire le esigenze reali dei cittadini. Si sono rinchiusi nei palazzi. Io sono sempre stato in mezzo alla strada e continuerò a esserci perché lì sono le attività produttive e il futuro delle comunità. Stare a stretto contatto con i cittadini anche da amministratore aiuta a capire le loro problematiche e a risolverle».
Chi la appoggerà?
«Non sarò espressione di nessun partito, ma correrò per conto mio con una lista civica che si chiamerà “Pescara Domani” dal nome di un’associazione del 1994 che già da allora sosteneva l’importanza di una città metropolitana allargata, quale sarà la Grande Pescara. Il 26 ottobre convocherò un’assemblea con gli iscritti alla mia lista, circa trenta persone tra architetti, ingegneri, dipendenti bancari, rappresentanti delle attività culturali e del mondo dei diversamente abili, dello sport, del commercio e della marineria perché ho voluto condividere questo progetto anche con questa categoria e con le loro mogli».
È espressione del centrosinistra, correrà alle primarie?
«Le primarie mi sono state proposte dal senatore D’Alfonso, ma ho rifiutato. Alle prossime elezioni mi candiderò da solo per capire anche che seguito ho tra i cittadini, visto che in tanti mi riconoscono la mia personalità concreta e battagliera. Due qualità che voglio conservare anche da sindaco».
Quali sono le priorità per Pescara?
«Mi piacerebbe che per la prima volta questa città possa avere il sindaco del mare. Non sono d’accordo con Alessandrini sul suo progetto per l’area di risulta. Punto sul rilancio del “water-front” della città, inglobando la zona del porto e via delle Caserme. C’è il potenziamento del centro commerciale naturale e della mobilità urbana partendo dal collegamento lungo la strada parco da Montesilvano alla stazione centrale fino all’università, passando per via D’Annunzio».

