Palazzo a rischio crollo Corsa contro il tempo per trovare altre case

20 Maggio 2021

Il Comune pronto a sostenere le famiglie in difficoltà Pd e M5S chiedono la messa in sicurezza della strada

MONTESILVANO. È una corsa contro il tempo quella degli inquilini del palazzo di via Leopardi alle prese con la ricerca di una nuova abitazione e, in alcuni casi, con la difficoltà di far fronte ai costi improvvisi di un trasloco non programmato. A distanza di una settimana dall’ordinanza di sgombero del condominio Riviera 1, firmata lo scorso 13 maggio dal sindaco Ottavio De Martinis, si susseguono gli incontri tra le varie parti in causa per cercare di trovare delle soluzioni a tutti i problemi emersi dopo la decisione di evacuare lo stabile a rischio crollo. Ieri mattina il vicesindaco Paolo Cilli ha ricevuto una delegazione composta dall’amministratore di condominio Giuseppe Cellini e alcuni tecnici, una rappresentanza degli affittuari e una dei proprietari delle 250 unità immobiliari e dei 13 locali commerciali dello stabile. Ad allarmare gli inquilini ancora residenti nell’edificio è soprattutto la notizia che, a breve, le forniture di luce e gas potrebbero essere sospese per precauzione.
CONVENZIONE L’assessore Cilli ha ricordato ai presenti quanto già annunciato nei giorni scorsi, ossia di aver coinvolto l’Asppi (Associazione sindacale piccoli proprietari immobiliari) e l’Uppi (Unione piccoli proprietari immobiliari) per cercare una collaborazione da parte dei proprietari di appartamenti liberi a Montesilvano. «Giovedì mattina (oggi, ndc)», spiega il vicesindaco, «è in programma un incontro con i referenti delle associazioni per valutare nel dettaglio la convenzione che vogliamo siglare a stretto giro proprio per andare incontro alle famiglie». Si tratta di una proposta lanciata dall’esecutivo De Martinis, e sollecitata anche dalle opposizioni, volta a ottenere l’applicazione di canoni di locazione calmierati in cambio di eventuali agevolazioni sulle tasse comunali. Contemporaneamente, l’Azienda speciale sta valutando le situazioni di disagio economico e sociale presenti nel condominio, finora una quindicina.
MESSA IN SICUREZZA Sembra scongiurata, invece, l’ipotesi di un ricorso al Tar contro le ordinanze sindacali da parte del condominio Riviera 1. Sarebbero partite, invece, già da ieri pomeriggio le prime operazioni di messa in sicurezza richieste nel provvedimento sindacale e in merito alle quali, in un primo momento, il condominio aveva mostrato forti perplessità.
TRASLOCHI Proseguono a ritmo serrato anche le operazioni di sgombero nel palazzo. Da giorni, ormai, davanti all’ingresso principale del condominio su via Leopardi e all’uscita secondaria su via Dante, si alternano i mezzi delle ditte di traslochi e le automobili cariche dei condomini. C’è chi ha deciso di portar via temporaneamente solo lo stretto necessario e chi, invece, ha scelto di sgomberare completamente l’appartamento. E c’è anche chi, come una famiglia di Roma, oltre al danno di dover lasciare l’appartamento, si è trovata costretta ad affrontare la beffa di dover rimandare indietro i mobili nuovi di zecca acquistati per arredare l’abitazione e arrivati a destinazione proprio all’indomani dell’ordinanza.
MINORANZA Intanto, tornano sul tema anche i gruppi consiliari di opposizione in consiglio comunale, Pd e M5S, che sollecitano provvedimenti per tutelare l’incolumità pubblica non solo dei residenti, ma di tutti. «Stando ai rilievi», sottolineano, «il sindaco avrebbe dovuto, oltre ad emanare l’ordinanza, circoscrivere il sito e inibire l’accesso anche su lato spiaggia, di fronte al rischio di collasso dello stabile che potrebbe interessare anche le aree circostanti e gli edifici e le vie pubbliche adiacenti. È necessario intervenire con un’ordinanza anche sulla circolazione stradale e la viabilità intorno all’edificio».