Palazzo di via Lazio, 29 famiglie in regola: sì al trasferimento

2 Luglio 2020

Il Comune di Pescara, proprietario dell’immobile, avvia l’iter L’assessore: via gli abusivi, gli altri avranno un altro alloggio

MONTESILVANO. Nuovo passo avanti verso lo sgombero definitivo del palazzone di via Lazio, l’edificio di sette piani che conta al suo interno 59 alloggi popolari di proprietà del Comune di Pescara. La giunta del sindaco Carlo Masci ha approvato una delibera che consentirà l’avvio dell’iter utile al trasferimento delle 29 famiglie che risultano assegnatarie degli appartamenti. A queste, se ne aggiungono altre 15 che hanno occupato abusivamente gli appartamenti e che, quindi, non avranno diritto a una nuova casa, mentre i rimanenti 15 alloggi sono attualmente murati. A renderlo noto è l’assessore pescarese alle politiche della casa Isabella Del Trecco.
«La palazzina», ricorda, «versa in pessime condizioni strutturali, in uno stato di degrado determinato sia dai disordini scatenati dall’inquilinato, sia da annose carenze strutturali che oggi imporrebbero interventi di manutenzione molto costosi, ma peraltro non condivisi con i proprietari privati, dunque per ora impossibili da realizzare». Il piano terra e l’ultimo piano del palazzo al civico 61, infatti, appartengono a privati e sono da anni inutilizzati e abbandonati nel più totale degrado, con cumuli di immondizia a riempire i locali che un tempo ospitavano una piscina e una palestra del residence sul mare.
«Già nel 2010 la nostra amministrazione comunale aveva manifestato la volontà di vendere la porzione immobiliare di nostra proprietà e aveva avviato anche una procedura che però è rimasta disattesa», prosegue l’assessore. «Nel 2014, giunta Alessandrini, la situazione del fabbricato si è ulteriormente aggravata con ulteriori dissesti che hanno determinato, ad esempio, il distacco dei copriferro e dei rivestimenti in cemento armato in corrispondenza dei ballatoi delle abitazioni del quarto e quinto piano e delle strutture in cemento armato delle scale poste ai due estremi del fabbricato, evidenziato anche dal comando provinciale dei Vigili del fuoco, cui ha fatto seguito anche l’ordinanza del Comune di Montesilvano, che il 29 dicembre 2014 ha dichiarato la pericolosità della situazione in cui versava l’immobile».
Ai problemi strutturali dell’edificio di Villa Verrocchio si aggiungono quelli legati al disagio sociale e all’insicurezza. «A questo punto la nostra amministrazione ha assunto l’unica decisione possibile: lo sgombero coattivo del fabbricato, procedura che consente agli assegnatari legittimi e originari, ovvero solo agli aventi diritto, di ottenere, con corsia prioritaria rispetto alle graduatorie in vigore, la riassegnazione di un altro alloggio Erp, procedura che realizzeremo gradualmente man mano che avremo appartamenti disponibili». Proprio per questa ragione, per il momento è impossibile stabilire dei tempi certi per la conclusione dei trasferimenti.
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