Palazzo pericolante, al via la demolizione

11 Novembre 2018

Spoltore, iniziati i lavori urgenti al fabbricato di via Intermesoli dove la pioggia ha fatto crollare il tetto

SPOLTORE. Iniziati i lavori per la demolizione del fabbricato in via Intermedia, nel centro storico di Spoltore, le cui condizioni fatiscenti costituivano un pericolo per la sicurezza dei vicini e dei passanti.
Gli ultimi eventi atmosferici avevano provocato il crollo del tetto, e questo ha reso i lavori ancora più urgenti. Gli operai ultimeranno l'intervento in tre settimane. Un'operazione complessa, anche per l'esigenza di tutelare le abitazioni adiacenti. La situazione dello stabile è peggiorata negli ultimi mesi, al punto che è stato richiesto l'intervento del dei vigili del fuoco. In seguito alla relazione del comando, il sindaco Luciano Di Lorito ha emesso una serie di ordinanze che hanno preso atto della situazione, interdicendo le aree a rischio all'acceso e alla permanenza. «Abbiamo agito utilizzando i nostri fondi» chiarisce «per garantire tempi certi alla risoluzione di questo grave problema, non avendo incontrato nella proprietà l'attenzione che la situazione richiedeva. Ci attiveremo per recuperare la somma spesa». Non sussistevano, infatti, sufficienti condizioni di sicurezza nelle case e negli spazi di loro pertinenza individuate ai civici 5, 10, 12, 14 di via Intermedia, nella sola camera da letto dell'abitazione di via Santa Maria 7 e nelle corti esterne accessibili dalle abitazioni site in via Salita del Castello ai numeri 4, 6, 8. Il rischio crollo, in ogni caso, interessa solo il civico 5. Si tratta, scrivono i vigili del fuoco, «di un edificio di altezza inferiore a 10 metri» in uno stato di «grave degrado», caratterizzato dalla «presenza di lesioni ampie e passanti sui miri perimetrali, dai crolli parziali della copertura e di un solaio di interpiano». La relazione ricorda l'urgenza degli interventi di messa in sicurezza: non potendo escludere, soprattutto in caso di condizioni meteo avverse, potenziali pericoli di crollo», si ritiene che «non sussistano sufficienti condizioni di sicurezza tali da consentire l'accesso e/o la permanenza di persone».