Palazzo Sirena, sul vincolo si decide a fine luglio

Francavilla, congelato il progetto di demolizione voluto dal sindaco Luciani La valutazione dei Beni architettonici entro 120 giorni. Il plauso di Italia Nostra
FRANCAVILLA AL MARE. Almeno sino a fine luglio, resterà congelato il progetto dell'amministrazione comunale di demolire l’ala storica di palazzo Sirena. Nonostante il sindaco, Antonio Luciani, avesse fatto approvare il piano esecutivo dei lavori, a pochi giorni dalla scelta dell'impresa che avrebbe dovuto occuparsi del cantiere, la settimana scorsa, la soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio dell'Abruzzo ha notificato al Comune l'avvio della procedura che dovrebbe portare a una dichiarazione dell'interesse culturale, ossia all'apposizione del vincolo che impedisce l’abbattimento dell'edificio.
La procedura avrà una durata di centoventi giorni. A confermarlo è Vincenzo Scarci, responsabile dell'area architettura della soprintendenza, funzionario di zona per Francavilla: «É stata avviata una procedura che dovrebbe portare a una dichiarazione dell'interesse culturale, ma è bene chiarire che la soprintendenza non dipende dalle scelte politiche, deve solo tutelare i beni che hanno un valore coinvolgendo tutto il ministero dei Beni e delle attività culturali. Valuteremo quali siano tutti gli elementi necessari per l'interesse culturale del bene. La soprintendenza si muove al di sopra delle parti, non perché spinta dalle associazioni. Non vogliamo essere condizionati dalle scelte politiche, che anche le associazioni a loro modo fanno». La soprintendenza conferma infatti, come nessuno, tranne il proprietario del bene, in questo caso il Comune, possa richiedere l'apposizione del vincolo: «Abbiamo agito d'ufficio, senza essere spinti da nessuno. Ci siamo sentiti con il ministero e abbiamo deciso di avviare il procedimento».
Al termine del quale, nel caso, sarà firmato un decreto del segretariato regionale del Mibact, che è l'organo del ministero che emette il provvedimento.
A difesa dell'attività della soprintendenza, si schiera l'associazione Italia Nostra: «Stupisce e lascia contrariati che l'iniziativa della soprintendenza, sollecitata dalle numerose denunce sul caso, venga presentata come l'ennesimo ostacolo burocratico all'attività amministrativa, dando spazio quasi esclusivamente alle rimostranze del sindaco, fautore di tale criticabile iniziativa. Il sistema dei controlli, delle valutazioni di merito, l'argine a improvvide decisioni locali che aggrediscono un patrimonio culturale e urbano dei cittadini sarebbe dunque soltanto lungaggine burocratica, ostacolo a un asserito quanto indimostrato "sviluppo"».
«In attesa che gli enti preposti si esprimano sulla questione palazzo Sirena», afferma il comitato Abruzzese del Paesaggio, «invitiamo nuovamente il sindaco a ripensarci, ad allinearsi all'idea di città contemporanea innovativa, che sfrutta l'esistente per il bene della collettività».
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