Palestini: «Le liti in strada? Rare, ma comunque la circolazione è solo un pretesto»

Due coppie che arrivano alle mani, con i bambini in macchina, dopo un tamponamento in via Verrotti: due pattuglie dei vigili, quattro della polizia e due ambulanze e, fortunatamente, nulla di grave....
Due coppie che arrivano alle mani, con i bambini in macchina, dopo un tamponamento in via Verrotti: due pattuglie dei vigili, quattro della polizia e due ambulanze e, fortunatamente, nulla di grave. È successo qualche giorno fa a Pescara e sempre in città lo scorso 11 luglio, Tiziano Paolucci, 56 anni, è morto in viale della Pineta dopo una violenta lite con un altro automobilista. L’ultimo dramma, due giorni fa, a Francavilla.
«La circolazione stradale non c’entra niente con gli episodi di violenza», sottolinea il comandante della polizia municipale Danilo Palestini. Le questioni legate alla circolazione «diventano piuttosto un pretesto» per discutere, aggredirsi, picchiarsi. «Qui non accade di frequente» che scoppino liti furibonde per questioni legate alla viabilità, sottolinea, e anche quando si registrano delle «intemperanze» è chiaro, per Palestini, che «non riguardano la circolazione: è solo un pretesto. Sono episodi fisiologici del malcostume, della inciviltà e della intolleranza che contraddistinguono ormai» la società, insieme alla «mancanza di disponibilità e alla indisponenza». Non accade solo quando si è in macchina ma anche per altri motivi come «uno sguardo non gradito e una sigaretta non data», e anche qui è accaduto più volte che siano scoppiate aggressioni o risse per motivi futili di questo genere. «Ma anche in questi casi si trattava solo di pretesti». Tornando al traffico, Pescara «è una città a misura d’uomo», dove ci si muove con qualsiasi mezzo senza incontrare difficoltà eccessive. «Qui un comportamento violento non ha davvero alcuna legittimazione», dice convinto Palestini. «Dalle nostre parti non si può prendere il traffico caotico come alibi. E per me non c’è mai una giustificazione a questi fatti. Non posso che stigmatizzare determinati comportamenti ma il vivere quotidiano, diventato sempre più frenetico, può creare disagi o turbative nei ritmi di chi si trova nel traffico, alla guida», conclude Palestini. (f.bu.)
«La circolazione stradale non c’entra niente con gli episodi di violenza», sottolinea il comandante della polizia municipale Danilo Palestini. Le questioni legate alla circolazione «diventano piuttosto un pretesto» per discutere, aggredirsi, picchiarsi. «Qui non accade di frequente» che scoppino liti furibonde per questioni legate alla viabilità, sottolinea, e anche quando si registrano delle «intemperanze» è chiaro, per Palestini, che «non riguardano la circolazione: è solo un pretesto. Sono episodi fisiologici del malcostume, della inciviltà e della intolleranza che contraddistinguono ormai» la società, insieme alla «mancanza di disponibilità e alla indisponenza». Non accade solo quando si è in macchina ma anche per altri motivi come «uno sguardo non gradito e una sigaretta non data», e anche qui è accaduto più volte che siano scoppiate aggressioni o risse per motivi futili di questo genere. «Ma anche in questi casi si trattava solo di pretesti». Tornando al traffico, Pescara «è una città a misura d’uomo», dove ci si muove con qualsiasi mezzo senza incontrare difficoltà eccessive. «Qui un comportamento violento non ha davvero alcuna legittimazione», dice convinto Palestini. «Dalle nostre parti non si può prendere il traffico caotico come alibi. E per me non c’è mai una giustificazione a questi fatti. Non posso che stigmatizzare determinati comportamenti ma il vivere quotidiano, diventato sempre più frenetico, può creare disagi o turbative nei ritmi di chi si trova nel traffico, alla guida», conclude Palestini. (f.bu.)

