Panta rei, il lido non riapre Restituiti i soldi ai clienti

6 Agosto 2018

I lavori di ristrutturazione dello stabilimento a fianco a Guerino sono terminati Ma manca un’autorizzazione del Comune. Il consigliere Padovano: danni enormi

PESCARA. Le prime immagini della ristrutturazione dello stabilimento “Panta rei” risalgono a un post su Facebook, pubblicato il 25 giugno scorso dall’impresa edile che ha curato il progetto e la realizzazione della struttura in legno bianco sul lungomare centrale di Pescara. I clienti, a inizio estate, allettati anche dal restyling, avevano già cominciato a pagare in tutto o in parte le quote per l’affitto stagionale della palma o dell’ombrellone. Eppure oggi, in pieno agosto, il lido che sorge accanto allo storico “Guerino” ultimato ma in attesa di riapertura, risulta ancora chiuso a causa della mancanza di un’autorizzazione del Comune. Il titolare della concessione balneare, Vincenzo Petrucci, nonostante il grosso investimento sostenuto per rimodernare e cambiare volto allo stabilimento “Panta rei” e la corsa contro il tempo per terminare i lavori a inizio stagione balneare, si è visto costretto in questi giorni a contattare i propri clienti e a restituire loro le somme anticipate. In mancanza di servizi quali i bagni, gli spogliatoi, il bar, il ristorante o le docce, infatti, tante famiglie hanno deciso di spostarsi e cambiare stabilimento. Qualcun altro, invece, ha scelto comunque di rimanere, accettando di ricevere come indennizzo il 25 per cento della quota sborsata a inizio estate.
Petrucci, contattato dal Centro, non si sbottona sulla vicenda e, pur confermando la mancanza della Scia, ossia l’autorizzazione del Comune che consente alle imprese di iniziare, modificare o cessare l’attività, si mostra ancora fiducioso su un’imminente apertura dello stabilimento o almeno del ristorante, in modo da riuscire a recuperare, almeno in parte, l’investimento economico affrontato. Tuttavia, fonti interne al Comune, confermano che sono in corso in queste settimane una serie di verifiche per controllare il rispetto di alcune prescrizioni normative. In particolare sembrerebbe che la Scia, ovvero l’autorizzazione che consente alle imprese di iniziare, modificare o cessare l’attività, non sia stata ancora rilasciata poiché la struttura in legno bianco pur rispettando i parametri del piano demaniale marittimo regionale è stata realizzata troppo in profondità rispetto alla linea della battigia e, inoltre, l’edificio risulta sporgere anche in altezza rispetto all’arenile. «Questa», dice il consigliere comunale con delega al Mare Riccardo Padovano, «è una questione che la politica deve affrontare, perché non è possibile che un imprenditore che ha speso dei soldi debba subire un danno incalcolabile».
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