«Paolo, regalo immenso per chi ti ha conosciuto»

Folla commossa ai funerali di Di Giovanni, gestore di stabilimenti e titolare di Data Sistemi Stroncato da un malore, le sue ceneri saranno sparse in mare. Raccolta fondi in suo nome
PESCARA. Magliette e sciarpe del colore del mare, racchette da tennis alzate verso il cielo e le canzoni di Rino Gaetano e Claudio Baglioni a fare da colonna sonora all’ultimo viaggio di Paolo Di Giovanni. Un uomo dall’animo puro e nobile, di una bontà innata e dall’allegria contagiosa, in grado di costruire veri e sani legami con chiunque incrociasse lungo la propria strada. Così è stato ricordato, ieri mattina nella parrocchia di San Giovanni Battista e San Benedetto Abate, l’imprenditore pescarese di 46 anni, titolare della Data Sistemi di via Nazionale Adriatica Nord, stroncato da un malore domenica mattina.
Una morte improvvisa e prematura che lascia grumi di amarezza e rimpianto. Il dolore senza fine della compagna Rita, che lo ha trovato senza vita in casa e che sognava una chiesa gremita di amici per festeggiare il loro giorno più bello, si accompagna alle lacrime dei genitori Francesco e Isa e allo sconcerto della sorella Francesca e del cognato Giulio. Tantissimi i messaggi degli amici di sempre e di quelli delle lunghe e calde estati trascorse allo stabilimento Le Naiadi, gestito dai Di Giovanni, tra tornei di beach volley e tormentoni musicali messi al jukebox. Ma toccante è anche il ricordo degli sportivi del circolo tennis Match Point e dei colleghi delle altre associazioni, accorsi in diverse centinaia per un ultimo saluto. «Continua a giocare e a vincere da lassù, noi tutti faremo il tifo per te», scandisce Riccardino sull’altare, «un giorno ci incontreremo di nuovo e sarà come la prima volta». Amici e familiari, insieme, in memoria di Paolo e del suo amore per il mare, hanno dato vita al progetto denominato “L’A-mare di Paolo”. Da ieri è partita anche una raccolta fondi che prevede di adottare una scuola e di pagare delle lezioni di nuoto, in estate, nella piscina provinciale per i bimbi che non possono permettersele. «Paolo, per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, è stato un regalo immenso come l’amore che era capace di donare», ha detto Angela Di Francesco, «era l’essenza dell’umanità verso il prossimo. Il giorno in cui le ceneri di Paolo saranno sparse in mare, la sua famiglia consegnerà alla preside le lezioni che saremo riusciti a finanziare con questa raccolta fondi. Così Paolo tornando al mare donerà idealmente a questi bambini l’emozione immensa che l’acqua ha sempre rappresentato per lui».
Tra i banchi della chiesa di Pescara Colli anche la famiglia di Renato De Rugeriis, il giovane sciatore di 21 anni morto nel 1997 proprio davanti agli occhi increduli di Paolo Di Giovanni. Un dolore, quello della perdita dell’amico, che non lo ha mai abbandonato. «Centinaia di volte io e Paolo avevamo immaginato una folla di amici e una chiesa gremita», ha raccontato con la voce rotta dal pianto la fidanzata, Rita, «l’occasione doveva essere il nostro matrimonio e non i funerali, con i quali aveva un pessimo rapporto. Oggi i pezzi di celeste che vedete tra noi non sono altro che frammenti di mare. Mi piace pensare che vadano a formare un’onda che lo possa accompagnare nel suo viaggio. Ha semplicemente anticipato quello che dovevamo fare insieme: trasferirci al mare. Era la persona migliore che io abbia mai conosciuto. Mi dispiace solo non aver navigato con lui in tutti i mari del mondo».

