Parla il senzatetto «Aiutato dal Comune Ora cerco un lavoro»

La foto in cui chiede l’elemosina è diventata virale sui social Ma lui, Dario Di Fonzo, non se l’aspettava. E spiega perché
MONTESILVANO. Non sono bastate le puntualizzazioni del vicesindaco Ottavio De Martinis a bloccare la “viralità” del post di Facebook che in questi giorni sta gettando fango, a livello nazionale, su Montesilvano. Il caso ruota intorno a un 57enne di Spoltore ma residente in città, Dario Di Fonzo, fotografato alla stazione mentre chiedeva l’elemosina, da una residente che ha poi pubblicato su Facebook lo scatto abbinato a parole di indignazione nei confronti del Comune colpevole di non aiutarlo. Immediata la smentita della giunta che, tuttavia, non ha impedito al post di continuare il suo viaggio nella rete: dalle 6mila condivisioni di giovedì si è passati alle 13.800 circa condivisioni di ieri, a cui vanno aggiunti i circa 1300 commenti, quasi tutti offensivi o addirittura minacciosi, contro l’amministrazione.
Da qui la decisione del sindaco Francesco Maragno di rivolgersi alla Polizia postale per valutare possibili azioni nei confronti di chi ha dato avvio a questo caso che ha sorpreso lo stesso Di Fonzo. È proprio lui a raccontare la sua storia al Centro, per fare chiarezza sul “caso”.
Signor Di Fonzo, quando sono iniziate le sue difficoltà economiche?
Di recente. Per 39 anni ho lavorato come collaudatore di lenti nella ditta Barberini. Guadagnavo 1400 euro al mese, ero sposato e padre di due figli che oggi hanno 33 e 28 anni. Non avevo grandi difficoltà.
Quando sono iniziati i problemi?
A seguito del divorzio. Dovevo sborsare 900 euro al mese tra mantenimento e mutuo per la ristrutturazione della casa di mia moglie, più 400 euro per l’affitto. A fine mese non mi rimaneva in tasca nulla. Così ho preso una decisione.
Quale?
Ad agosto 2017, a tre anni dalla pensione, mi sono licenziato per non pagare più gli alimenti a mia moglie. E da quel momento sono iniziati i guai. Ho fatto uno sbaglio che pago a caro prezzo.
Cosa ha fatto a quel punto?
Sono andato nel Nord per cercare un lavoro, ma non ho trovato niente anche per via della mia età. Così sono rientrato qui perché a Martinsicuro ho un fratello che mi dà una mano.
In questi mesi dov’è stato?
A Livorno stavo in una casa famiglia, poi qui dormivo in macchina, ma era senza assicurazione ed è stata spostata in un deposito grazie all’aiuto dei vigili, e poi in stazione (tranne un mese, ad aprile, in cui Di Fonzo ha dormito in hotel a spese del Comune, ndc).
Ha chiesto aiuto al Comune?
Sì, mi sono rivolto all’Azienda speciale e mi stavano già dando una mano prima di questo polverone. Un mese fa ho usufruito anche della mensa dei poveri, poi c’era bisogno dell’Isee e non l’ho presentato. Sto consegnando tutta la documentazione.
Intanto ha iniziato a chiedere aiuto per strada?
No, per strada non ho mai chiesto nulla perché mi vergogno. Solo alla stazione ho provavo a chiedere aiuto a chi prendeva il treno.
Alla stazione ha incontrato la cittadina che poi ha pubblicato la sua foto su Facebook. Che cosa le ha detto?
Mi ha chiesto se poteva farmi una foto per metterla su Facebook. Pensavo mi volesse dare una mano per cercare lavoro e non per accusare il Comune. Invece così ha rovinato me e l’immagine del Comune. Sono profondamente deluso.
Si aspettava tanto clamore?
No, assolutamente. Sono stata sempre una persona corretta e mai avrei voluto mettere in difficoltà nessuno. Per questo voglio dire a chi ha accusato il Comune di non avermi aiutato, che non è vero.
Molti sono stati però anche i messaggi di solidarietà, lo sa?
Sì, e voglio ringraziare con il cuore tutti quelli che hanno detto di essere disposti ad aiutarmi, anche solo con pochi euro (piange ndc). Ma soprattutto lancio un appello: ho bisogno di un lavoro, uno qualsiasi, anche il più umile, per andare avanti.
Ora dove vive?
Da giovedì sono in hotel a spese del Comune, ma solo per un mese, poi spero di trovare un’altra soluzione.
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