Parla Ricci, sindaco progressista: D’Amico è la scelta lungimirante

Intervista al primo cittadino di Pesaro che oggi a Pescara presenta il suo libro sul centrosinistra «La coalizione che appoggia il candidato presidente alle regionali è un vero laboratorio politico»
Un politico itinerante, che racconta la pancia e il cuore degli elettori entrando nelle loro case, cenando con loro, ascoltandoli. Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e coordinatore del sindaci del Partito democratico, prova a spiegare i desideri e le aspettative degli italiani. L’occasione doppia è la presentazione del libro “Pane e Politica - Per un Centrosinistra che torni a vincere” e l’appoggio alla candidatura di Luciano D’Amico. Oggi alle 18, nella sede del comitato elettorale in piazza Unione a Pescara, dialogherà con Luciano D’Amico appunto, candidato alla presidenza della Regione per la coalizione Patto per l’Abruzzo; Antonio Blasioli, consigliere regionale del Pd; Silvia Sbaraglia, segretaria dei Giovani Democratici di Pescara, e Carlo Costantini, candidato sindaco per il centrosinistra a Pescara. Modera la presentazione il presidente di Arci Abruzzo e Molise, Antonio Tiberio. Abbiamo intervistato Ricci alla vigilia del suo viaggio nella nostra regione.
Sindaco Ricci, lei arriva in Abruzzo per una campagna elettorale che è giunta nella fase decisiva. La coalizione di centrosinistra è al gran completo, da Italia Viva ai 5 Stelle. Un esperimento una tantum o modello da seguire per il futuro?
In Abruzzo si è fatta una scelta lungimirante che andrà seguita ovunque. È una strada obbligatoria quella di mettere insieme le opposizioni per tornare al governo il prima possibile. Del resto, io sono stato il primo sindaco del centrosinistra ad allargare la giunta ai 5 Stelle che erano all’opposizione. L’ho fatto tre anni fa e il bilancio è davvero positivo, tant’è che alle prossime amministrative la coalizione di centrosinistra con il M5S verrà confermata.
La scelta di Luciano D’Amico, ex rettore oggi catapultato in politica, può essere la scelta giusta per un’apertura a quella che molti definiscono la società civile?
Quella di Luciano D’Amico è una scelta intelligente, di una figura autorevole, con grande esperienza accademica e un notevole profilo culturale. Soprattutto con le idee chiare per il futuro dell’Abruzzo attraverso le quali, a mio parere, il centrosinistra potrà vincere le prossime elezioni. E certo è un’apertura, un allargamento a quel civismo che spesso e volentieri nelle elezioni locali diventa determinante.
Nel suo libro che presenterà a Pescara lei racconta un viaggio all’interno delle famiglie dopo la pesante sconfitta del Pd alle elezioni del 2022. Penna e taccuino per annotare le esigenze, le domande, i suggerimenti arrivati dalle famiglie, quelle stesse famiglie che l’hanno invitata a cena per raccontare l’Italia. La domanda: il Pd oggi è in grado di intercettare quelle istanze della gente comune?
Racconto un viaggio straordinario nella provincia italiana, da Matera a Faenza, un viaggio nel quale ho ascoltato le ragioni della sconfitta da parte di persone comuni, di famiglie popolari e al tempo stesso i punti dai quali ripartire per un nuovo centrosinistra. In tutte queste cene una cosa che mi è stata detta è stata quella che gli italiani stanno provando, da anni provano. Hanno provato prima i Cinque stelle, poi hanno provato Renzi, poi Salvini e ora la Meloni. Come dire: non tutto è acquisito per sempre, non tutto è perduto per sempre. Questa, credo che sia una lezione anche per l’Abruzzo, perché l’Abruzzo non è una regione di destra, è una regione contendibile. Hanno provato con il governo di Marco Marsilio e io penso che la maggior parte degli abruzzesi sia scontenta di questi anni e abbia voglia di cambiare.
Perché, rispetto al centrodestra, nella coalizione nazionale di centrosinistra è così difficile unire le forze? Eppure, le differenze esistono in tutti e due gli schieramenti.
Perché tra le forze di centrosinistra c’è sempre la tendenza a evidenziare ciò che separa piuttosto che ciò che unisce. Il centrodestra ha mille difetti, ma da questo punto di vista, quando ci sono le elezioni, nonostante le differenze, si presentano insieme. Questa è una virtù che il centrodestra ha sempre avuto storicamente. Adesso bisogna che le opposizioni capiscano che non si può più scherzare, abbiamo la destra al governo del Paese, ha fatto un sacco di premesse in campagna elettorale e non ne sta rispettando nemmeno una. Quindi è importante che le opposizioni, le forze del centrosinistra, si presentino insieme. Basta, quindi, anche a livello nazionale con Giuseppe Conte che parla male di Carlo Calenda, Calenda che parla male di Conte ed entrambi, magari, che parlano male del Pd. Renzi? Renzi deve decidere da che parte stare. Mi pare che in molte realtà locali sia con il centrosinistra. È uno spettacolo che gli elettori progressisti e democratici non vogliono più vedere e in Abruzzo abbiamo una grande opportunità per dimostrare che la strada dell’unità è quella vincente.
Lei è il responsabile nazionale dei sindaci del Pd, cosa pensa del terzo mandato nei Comuni sotto i 15mila abitanti?
È giusto il terzo mandato sotto i 15mila abitanti e sarebbe giusto, nella ratifica in Parlamento, che venisse allargata a tutti i sindaci. Non si capisce perché i sindaci siano gli unici che hanno il limite dei due mandati. Tutti gli altri livelli istituzionali non hanno limiti, dai consiglieri regionali, ai parlamentari, ai parlamentari europei, ai ministri, al premier. Non si capisce perché i sindaci siano gli unici con un limite. Tra l’altro, in Europa, i sindaci non hanno limiti di mandato, l’unico altro Paese è il Portogallo, che ne ha tre.
Il tema delle infrastrutture e dei trasporti che interessano tra Abruzzo e Marche è uno dei più dibattuti. Quale può essere il metodo, la chiave per far sì che da un'intesa possano arrivare vantaggi per entrambe le regioni?
Marche e Abruzzo condividono il fatto di essere affacciate sul Mare Adriatico, divise dal resto dell’Italia dagli Appennini. L’Abruzzo è meglio legato, dal punto di vista delle strade, a Ovest. Le Marche hanno ancora molti problemi, anche se la Quadrilatero che si sta completando sta dando dei risultati. Abbiamo invece entrambi il problema dei trasporti su rotaie, perché l’alta velocità taglia fuori sia le Marche, sia l’Abruzzo. Esiste un progetto avviato dal Governo Draghi di 5 miliardi per il potenziamento della Bologna-Lecce, ma bisogna fare molto di più. Abbiamo bisogno di portare sul versante adriatico non solo la media ma anche l’alta velocità, perché altrimenti una volta completato il versante Bari-Napoli fino in fondo, sul versante adriatico rischia di passare ancora meno traffico ferroviario. Il treno non è solo un collegamento per le persone, ma anche per le merci dalle nostre terre verso i porti
Quale ruolo auspica nel futuro per Matteo Ricci nel partito e nelle istituzioni?
Non so quale ruolo avrò, ma sto cercando di finire al meglio il mio mandato da sindaco, tra l’altro Pesaro quest’anno è capitale italiana della cultura, quindi gli ultimi mesi del mio mandato sono straordinari, abbiamo appena inaugurato con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l’anno della capitale. Per il prossimo anno so che è in lizza L’Aquila. Ebbene, L’Aquila ha la storia, la bellezza e il valore simbolico per diventare capitale italiana della cultura. Spero che l’esperienza straordinaria che stiamo facendo a Pesaro possa aiutare nello sviluppo del progetto aquilano. Per quanto mi riguarda ho già dato mesi fa alla segretaria Elly Schlein la disponibilità a candidarmi alle Europee.
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