Parrucchieri ed estetisti: tutto pronto per riaprire

Ma a pochi giorni dall’attesa ripartenza di lunedì, c’è chi confida difficoltà e timori: lavorando su appuntamento ci sarà un calo di clienti, che inciderà sui dipendenti
FRANCAVILLA. Tra mille difficoltà e dopo due mesi di stop, parrucchieri ed estetisti sono pronti per riaprire le loro attività, dopo che l'ordinanza regionale ha anticipato al 18 maggio in termine inizialmente fissato dal governo al 1° giugno.
Da giorni i vari saloni sono oggetto di interventi per rivedere la disposizione interna utile a garantire il mantenimento delle distanze di sicurezza con cui, presumibilmente, bisognerà convivere nei prossimi mesi. Arianna Birindelli è una delle operatrici di un centro di bellezza al Foro, che contava di poter ripartire già dal 4 maggio: «Non nascondo la grandissima delusione che io e le mie colleghe abbiamo avuto dopo il decreto di fine aprile. Adesso però finalmente ci siamo e non vediamo l'ora di poter tornare a lavorare». Quindi prosegue: «Devo dire che la nostra attività, dove abbiamo centro solare, estetista e ricostruzione unghie, non ha bisogno di particolari stravolgimenti visto che abitualmente utilizziamo ogni tipo di accortezza. Lavoriamo con materiale monouso, sanifichiamo l'ambiente tra un cliente e l'altro, sterilizziamo le attrezzature usate per i vari trattamenti. Da lunedì inoltre lavoreremo solo su appuntamento, dedicando 90 minuti a ciascun cliente al posto dei tradizionali 60. È chiaro che ci sarà l'obbligo di indossare la mascherina e che utilizzeremo gli strumenti per prevenire ogni forma di contatto nei limiti del possibile. Dico questo perché se è vero che ad esempio per la cura delle mani si può mantenere il distanziamento, per altre attività di estetica il contatto diventa indispensabile. Ma anche in quel caso utilizzeremo i presidi necessari». Lei ha già inviato ai suoi clienti un vademecum che ricorda come bisogna comportarsi, esattamente come ha fatto anche la parrucchiera Pamela Marchesani che gestisce un salone in zona Sant'Alfonso. «Ci stiamo attrezzando per ripartire, ma non è semplice. I presidi monouso si trovano a fatica e sono molto costosi. Stiamo facendo dei lavori per montare plexiglass divisori, ma senza aiuti economici diventa dura. Ho chiesto in banca il contributo statale da oltre un mese e non ho ancora ricevuto nulla». E prosegue: «Lavoreremo solo su appuntamento, dedicando più tempo a ogni cliente. Questo inevitabilmente comporterà una diminuzione del lavoro che si ripercuoterà anche sui dipendenti. Non so se riuscirò a riprendere tutti. Per farlo probabilmente sarà necessario una riduzione delle ore».
Ma dopo due mesi di stop almeno la clientela non dovrebbe mancare: «Per fortuna ho tutta la prossima settimana già prenotata, anche se questo purtroppo non mi riesce a far avere lo stesso giro di affari che ci sarebbe stato fino a due mesi fa. Le persone hanno voglia e bisogno di un po’ di cura dopo tutto questo tempo».
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