Parrucchieri, sport e seconde case La Regione: «Li riapriremo noi»

29 Aprile 2020

L’assessore Febbo: «Ordinanze nel rispetto dei protocolli». Subito la toelettatura degli animali

L’AQUILA. Consentire la riapertura delle attività che erogano servizi alla persona – in particolare acconciatori ed estetisti che in Abruzzo sono circa 10mila (5.500 le imprese) – ma soltanto dietro appuntamento e rispettando rigidi protocolli per la sicurezza. Raggiungere le seconde case sul territorio abruzzese, escludendo la possibilità di pernottare e dunque esclusivamente per compiere lavori di manutenzione o sbrigare delle incombenze. Permettere il gioco del tennis evitando l’utilizzo degli spogliatoi di campi o circoli. Ancora, garantire la toelettatura nei negozi di animali (l’ordinanza potrebbe arrivare già in giornata). E far praticare la pesca sportiva in Abruzzo – in mare o in acque dolci – mantenendo il distanziamento sociale. E, infine, misure per la ripresa delle attività turistiche. L’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo, Mauro Febbo, preannuncia una serie di ordinanze sul modello del Veneto o della Puglia, ricordando che l’Abruzzo è stata la prima regione ad adottare provvedimenti in favore della ristorazione autorizzando la vendita di cibi d’asporto.
«SORVOLEREMO IL DPCM». «L’Abruzzo farà le ordinanze per concedere le aperture», sottolinea l’assessore Febbo, «sempre nel rispetto dei protocolli e nel rispetto della massima sicurezza, ma faremo ordinanze che sorvoleranno questo Dpcm. Se il Governo vorrà impugnarle, le impugnasse. No, non è una sfida, ma è un richiamo a quelle che erano le posizioni dello stesso governo, che ha dato aspettative a milioni di piccoli imprenditori e artigiani che non lavorano da mesi e che continuano a pagare affitti, tasse e bollette. Tanti, penso ai parrucchieri, hanno anche fatto investimenti, acquistando dispositivi di protezione in vista della ripresa. Non possono stare chiusi per un altro mese. Credo che seguendo l’esempio dell’ordinanza sul cibo d’asporto, e adottando tutti i protocolli per la sicurezza già in essere, si possano fare delle specifiche ordinanze per autorizzare le riaperture in tutta sicurezza. Perché non si può giocare a tennis, sport che prevede un certo distanziamento? Perché non si può pescare all’aperto?»
RESPONSABILITÀ. L’assessore sottolinea che «l’Abruzzo è stata tra le regioni più virtuose e più ligie nell’applicare le prescrizioni del governo e, dunque, è altrettanto in grado di ripartire rispettando i protocolli di sicurezza, attrezzando i vari ambiti di attività». E aggiunge: «Non lo dico io, lo affermano gli esperti. Alcuni allentamenti non sono rischiosi perché ce lo dice la scienza. Parruti, uomo di scienza, ha detto ad esempio che si può andare al mare. Non è un libera tutti, ma buon senso. Ogni Regione conosce i propri problemi e il suo territorio, sappiamo di avere una situazione migliore della Lombardia e magari peggiore della Basilicata. Siamo in grado, con senso di responsabilità, di fare delle nostre ordinanze».
L’ESEMPIO SEVEL. Febbo cita la riapertura di Sevel e delle aziende dell’indotto: «Stiamo monitorando, mi pare che le cose stiano andando per il meglio. Ecco perché il governo deve darci una mano in questo, capendo che chi riapre sa che guadagnerà lo stretto necessario ma almeno non perderà la clientela e potrà guardare al futuro con minor preoccupazione. Penso al turismo, se molte imprese non riaprono quest’estate non lo faranno più».
SOS AI PARLAMENTARI. Il settore più in fibrillazione è quello degli estetisti e degli acconciatori. Confartigianato Imprese Pescara ha lanciato un appello a deputati e senatori abruzzesi «affinché il governo riveda la decisione di tenere chiuse fino al primo giugno le attività. «Con senso di responsabilità», affermano la presidente di Confartigianato Estetica Pescara, Fiorella Iannelli, e il direttore di Confartigianato Pescara, Fabrizio Vianale, «abbiamo elaborato e presentato tempestive proposte dettagliate su come tornare a svolgere queste attività osservando scrupolosamente le indicazioni delle autorità sanitarie su distanziamento, dispositivi di protezione individuale, pulizia, sanificazione. Proposte che penalizzano fortemente le nostre possibilità di ricavo, ma siamo consapevoli della loro necessità».
UNA PETIZIONE. Una persona per volta, sterilizzazione strumenti, adeguati dispositivi di protezione, igienizzazione delle persone e sanificazione degli ambienti, raccolta differenziata dei materiali utilizzati: queste le proposte contenute in una petizione avviata da Katia Buonandi, estetista di Castel di Sangro, e indirizzata al premier Giuseppe Conte affinché si convinca a dare il via libera ai negozi per i servizi alla persona, nel rispetto di precise norme sull’igiene e la sicurezza.
I 5 STELLE: «È PROPAGANDA». Per Sara Marcozzi, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione, «non si arresta nemmeno davanti alle difficoltà degli abruzzesi nell’emergenza coronavirus la propaganda del centrodestra in Abruzzo. Lo dimostrano dichiarazioni del presidente Marsilio e del presidente del consiglio regionale Sospiri che vaneggiano di fase 2 anche se Regione Abruzzo non ha elaborato un piano. Se Marsilio autorizza le riaperture, contro il parere tecnici, si assuma la responsabilità di eventuali nuovi decessi».
MARSILIO: «SÌ ALLE MESSE». Il governatore Marco Marsilio prende posizione dopo l’appello della Cei sulla ripresa delle funzioni religiose: «Condivido le richieste dei vescovi e dei fedeli che chiedono, nel pieno rispetto di ogni misura di sicurezza, di poter partecipare alle funzioni religiose».
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