Parruti: «Bisogna aprire a tutte le età»

L’esperto infettivologo preoccupato per le scuole. Chiede di vaccinare anche i giovanissimi
PESCARA. «Dare la possibilità a tutte le fasce d’età di ricevere la terza dose per tutti e ai giovanissimi di partecipare alla campagna di vaccinazione»: così l’infettivologo Giustino Parruti, va già oltre l’annuncio del Governo sull’avvio della campagna per il richiamo extra agli over 40.
Secondo l’esperto, primario del reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Pescara, è anche necessario prorogare l’obbligo del Green pass e aumentare i controlli, anche per evitare nuove chiusure locali da zona rossa che potrebbero rendersi necessari se l’impennata di contagi degli ultimi giorni dovesse crescere ancora e, soprattutto, provocare grandi focolai.
«Per vincere la guerra quotidiana contro il virus, che con la variante Delta è contagiosissimo, è fondamentale aumentare la refrattarietà di tutta la popolazione, non solo di chi rischia maggiori complicazioni, ma anche di chi, se infettato, resterebbe asintomatico: ostacolerebbe con forza la trasmissibilità del virus», dice l’esperto, che dice quindi «sì alla terza dose per tutti e anche alla prima dose per i bambini dai 5 ai 12 anni, da cui ci aspettiamo un adattamento al vaccino superiore rispetto a quello degli adulti».
Continua Parruti: «Non è un caso che non si stanno registrando grandi focolai, a differenza delle altre fasi della pandemia, se non in alcuni casi particolari. I tanti focolai che rischiano di generarsi sul territorio vengono infatti spenti sul nascere dal tracciamento e dal fatto che il virus, dopo aver attecchito su una persona, fatica a trovare altre persone su cui replicarsi, visti i tanti vaccinati. Questo però non accade nelle scuole, dove gli alunni, tutti non vaccinati, restano a contatto fra loro per lunghe ore. Insieme all’impennata di casi, questo ci fa preoccupare in vista del Natale».
Ancora l’infettivologo: «Oltre alla terza dose e al vaccino per i giovanissimi, è fondamentale confermare e prorogare il Green pass: non è il momento di allentare l’attenzione. La certificazione verde ha dimostrato di funzionare bene in questi mesi. Durante l’inverno, però, tutte le attività si tengono prevalentemente al chiuso. Il green pass, quindi, non solo deve essere confermato, ma anche accompagnato da più controlli da parte delle autorità e da una maggiore attenzione nell’evitare di creare occasioni che possono diventare di “super diffusione” del virus».
Conclude il primario di Malattie infettive di Pescara: «Tutto questo serve anche a mantenere le libertà che abbiamo riconquistato, a partire dalla scuola in presenza, evitando la chiusura dei territori in zona rossa, misura che potrebbe rendersi necessaria se dovesse peggiorare la situazione». (l.t.)
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