Parruti: il virus circola aumentati i ricoveri

10 Agosto 2020

L’esperto avverte: «Il 28 giugno c’era un solo degente nell’ospedale Covid Oggi sono 14, di cui uno in terapia intensiva e due in procinto di andarci» 

PESCARA. «La circolazione del virus è aumentata. Il 28 giugno avevamo un degente all’ospedale Covid di Pescara, ora siamo a 14. Il quadro, purtroppo, sta confermando quello che avevamo previsto circa un mese fa con la riapertura dei confini regionali. Oggi abbiamo una situazione che richiede la massima prudenza e la massima responsabilità da parte di ognuno di noi». Anche, e soprattutto, in vista del Ferragosto ormai alle porte. A parlare è il professor Giustino Parruti, direttore dell’Unità operativa complessa di Malattie infettive dell’ospedale di Pescara e componente della task force della Regione sull’emergenza coronavirus, che analizza il quadro epidemiologico attuale, anche alla luce dei casi di positività dei migranti sbarcati in Abruzzo, e lancia appelli affinché «si continui a usare la mascherina e a rispettare il distanziamento sociale».
Professor Parruti, qual è il quadro epidemiologico attuale in Abruzzo?
«Avevamo previsto che, pian piano, con la riapertura dei nostri confini regionali, e soprattutto col grande successo che ha avuto il turismo in Abruzzo in questo periodo, avremmo avuto una maggiore circolazione del virus in forma di portatori asintomatici. Ne stiamo identificando tanti con l’attività di monitoraggio, qualcuno di questi ha già creato qualche cluster, per fortuna ancora limitati ma che comunque ci hanno portato a riprendere l’attività di ricovero. Ora ne abbiamo 14, di cui uno in rianimazione in gravi condizioni e due che rischiano di andarci».
A fronte di questa ripresa della circolazione del virus, come bisogna comportarsi?
«La circolazione del virus è ripresa in forma di mini cluster controllati, ma chiaramente è estremamente importante che ci sia una grande vigilanza da parte di ciascuno di noi di fronte a questa documentata presenza del virus che è rientrato dai Balcani, dall’Ucraina, dalla Russia. È indispensabile che ognuno di noi faccia la propria parte».
In che modo?
«Se manteniamo le distanze e cerchiamo di evitare che la presenza di portatori asintomatici si traduca in una nuova diffusione ampia del virus nella nostra zona, manterremo questo assetto, ovvero quello di un’attività di contrasto precoce, di controllo e di un’entità di ricovero controllabile con le attuali disponibilità organizzative. Se, invece, le persone continuano a togliersi la mascherina, considerando chiusa l’emergenza e ascoltando i deprecabili portatori di buone notizie, cioè quelli che dicono che il virus abbia perso efficacia, non andremo lontani. I dati, infatti, dimostrano tutto il contrario. Abbiamo una situazione che chiede la massima prudenza e la più possibile responsabilità».
Sabato è Ferragosto. Che appello si sente di fare, soprattutto ai più giovani?
«Le raccomandazioni sono sempre le stesse. Dobbiamo mantenere il distanziamento sociale in modo scrupoloso. Dobbiamo usare la mascherina tutte le volte che non siamo sicuri di mantenere un metro reale di distanza, quindi anche sulle strade. Nel centro di Pescara vedo ancora troppe persone che si tolgono la mascherina. Il lavaggio delle mani, poi, deve mantenere un carattere ossessivo».
La positività dei migranti trasferiti in Abruzzo la preoccupa? Quali rischi corriamo?
«L’aspetto dei migranti è quello che ci preoccupa di meno. I migranti arrivano in forma controllata nel nostro Paese e vengono testati tutti quanti. Sono controllati dalle forze dell’ordine, quindi possiamo avere la certezza che, se sono positivi, non possono circolare. I tamponi nei loro confronti vengono ripetuti ogni settimana, quindi se c’è stato un contagio durante il trasporto ce ne accorgiamo puntualmente. Dal punto di vista della diffusione epidemiologica asintomatica del virus, i migranti ci preoccupano meno. Sono, però, l’espressione che il virus c’è e rientra nei nostri territori dalle regioni a più alta circolazione. Quello che vediamo nei migranti dobbiamo proiettarlo nelle persone che rientrano nei nostri territori, provenienti da destinazioni a rischio».
Fino a quando sarà necessario portare la mascherina?
«Da quello che ho visto dal 1° luglio ad oggi, la circolazione del virus sta aumentando e quindi l’uso della mascherina va solo rinforzato. Non vedo, fino a quando non avrà inizio un’attività vaccinale importante, la possibilità di rassicurare le persone a farne a meno».
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