Parruti: per ora niente allarme ma attenti ad anziani e fragili

PESCARA. Per gli esperti non c'è alcuna emergenza, ma i presidi sperano di non dover ricorrere di nuovo alle mascherine. Il Covid torna a far parlare di sé dopo l'aumento dei casi proprio in...
PESCARA. Per gli esperti non c'è alcuna emergenza, ma i presidi sperano di non dover ricorrere di nuovo alle mascherine. Il Covid torna a far parlare di sé dopo l'aumento dei casi proprio in coincidenza con la riapertura delle scuole. Ne abbiamo parlato con il professor Giustino Parruti, direttore dell'unità operativa di Malattie infettive della Asl di Pescara, a lungo in prima linea per combattere la diffusione del virus.
Professor Parruti, negli ultimi tre giorni oltre 160mila studenti abruzzesi sono tornati a scuola con i contagi in aumento. C'è da preoccuparsi?
Ormai abbiamo ottenuto un'immunità ibrida, frutto della contrazione del virus unita alla vaccinazione, per il 70% della popolazione abruzzese. Almeno per quanto riguarda la fase acuta, il Covid non può nuocere più di tanto. La popolazione scolastica rischia poco ed è improbabile che vengano riproposte le mascherine a scuola.
Niente mascherine anche se i casi di infezione da Covid dovessero continuare ad aumentare?
È chiaro che il virus è in circolazione con alcune varianti, non si è fermato, anzi nelle prossime settimane la diffusione aumenterà. Il problema riguarda i pazienti fragili, gli immunodepressi, le donne in stato di gravidanza: quello che diventa cruciale è la tempistica di allerta. Agire in tempi rapidi di fronte ai primi sintomi, quando si tratta di pazienti che rientrano in queste categorie.
Intanto, sta per arrivare il vaccino combinato. Giusto?
I metodi preventivi ci sono, come appunto i vaccini combinati per Covid e influenza, che presto saranno disponibili. Ma, dato che non è stato preso alcun provvedimento restrittivo per limitare il contagio anche nelle scuole, dobbiamo perseguire tre obiettivi: un trattamento precoce nei pazienti fragili in caso di contrazione del virus, intervenendo subito ai primi sintomi riconducibili al Covid, utilizzare i mezzi per contrastarlo come, appunto, la vaccinazione, e monitorare i pazienti fragili che possono andare incontro a complicanze. Il contatto diretto degli studenti nelle scuole può contribuire a diffondere il virus?
La promiscuità a scuola non cambierà di molto il quadro. Veniamo da un'estate in cui i ragazzi sono stati a contatto continuo, in discoteca, in spiaggia, nei parchi. L'utilizzo della mascherina a scuola non rappresenta un deterrente al virus se non viene indossata sugli autobus, quando i ragazzi si vedono al di fuori o in tante altre occasioni. Attenzione, invece, ai contatti tra i giovani, gli anziani e i pazienti fragili, che sono a rischio e per i quali vanno assunte misure di maggior cautela.
Cosa dicono le nuove direttive del ministro della Salute?
Il Covid è tornato a fare notizia per l'aumento dei casi, che subiranno un'ulteriore crescita nelle prossime settimane. Per la prima volta, dall'inizio della pandemia, si torna a scuola senza nessuna misura restrittiva per prevenire i contagi. Non ci sono più mascherine obbligatorie, lezioni in dad, tamponi e settimane di isolamento come nel momento clou della pandemia. Ma oggi il quadro è completamente diverso: abbiamo gli strumenti per una maggiore tutela, a partire dalle vaccinazioni. Inoltre, è sempre bene seguire semplici regole di buonsenso come l'areazione delle aule per limitare le possibilità di contagio o evitare gli assembramenti.
Verranno messe a disposizione delle scuole che lo richiederanno anche le mascherine ed è meglio usarle in queste prime settimane?
Non ci sono, al momento, disposizioni specifiche sulla gestione del rischio contagi in classe, a fare testo è l'ultima circolare che invita i soggetti positivi a indossare la mascherina se si entra in contatto con altre persone e, se si è sintomatici, a rimanere a casa fino a quando i sintomi non scompaiono oltre, ovviamente, ad evitare ambienti affollati.
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