Parte la Transumanza, patrimonio dell’Unesco

19 Giugno 2023

L’AQUILA. Scatta la transumanza ma non è più come una volta quando a settembre era tempo di migrare. E decine di migliaia di pecore guidate, da pastori, si incamminavano verso il Sud alla ricerca di...

L’AQUILA. Scatta la transumanza ma non è più come una volta quando a settembre era tempo di migrare. E decine di migliaia di pecore guidate, da pastori, si incamminavano verso il Sud alla ricerca di pascoli dove svernare, secondo una tradizione secolare diventata patrimonio dell'Unesco. Quell’immagine di dannunziana memoria che si perde nella notte dei tempi sarebbe da riscrivere così come le greggi andrebbero ricontate perché la crisi ha eroso anche le tradizioni e di quei 450mila capi di ovini, come riferiva un censimento di due lustri fa in Abruzzo, ne restano 172mila che, in Abruzzo, si mettono in cammino propri in questi giorni. È quanto annuncia la Coldiretti in occasione delle prime partenze, a ridosso dell'estate, con gli allevatori che, insieme ai loro cani, si spostano dalla pianura alla montagna. Ma anche gli antichi percorsi di un centinaio di chilometri attraverso le vie seminaturali dei tratturi, con viaggi di giorni e soste in luoghi prestabiliti, noti come stazioni di posta, fanno parte dei ricordi. Ora greggi e pastori viaggiano anche in camion o, dove è possibile, su treni merci. Difficilmente escono dai confini regionali e soprattutto lo fanno per attingere aiuti economici necessari per la sopravvivenza delle aziende, attraverso il Piano sociale rurale, che vincola i sussidi a un periodo che va dai 90 ai 120 giorni in pascoli di montagna.
La celebre poesia di Gabriele D’Annunzio andrebbe riscritta. “Settembre, andiamo. È tempo di migrare”, ma siamo a giugno. “Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori lascian gli stazzi e vanno verso il mare: scendono all'Adriatico selvaggio che verde è come i pascoli dei monti”. Ma in realtà salgono sui monti, lo fanno in treno e in Tir e a spingerli non è l’imminente arrivo dell’ìnverno ma un acronimo, Psr, che sta a significare aiuti di Stato per la zootecnia che adotta la pratica della “monticazione”, il trasferimento delle greggi nei pascoli di alta montagna durante i mesi estivi. Una pratica che l’entrata in vigore delle nuove disposizioni della Politica Agricola Comune (Pac) per il periodo 2023/2027 ha peraltro modificato. Il marchio però resiste ai tempi. Nel 2019 la Transumanza è stata riconosciuta patrimonio immateriale dell'umanità dell'Unesco con la candidatura che ha visto l'Italia capofila di un'alleanza con Grecia e Austria. “Una ulteriore valorizzazione è venuta anche”, ricorda la Coldiretti, “dal recente decreto sul Made in Italy del Governo, con l'istituzione dell'Osservatorio nazionale per la tutela della transumanza e la promozione dell'allevamento zootecnico estensivo. Provvedimento che ribadisce il valore sociale, economico, storico e ambientale del settore in un momento di grande difficoltà con la Fattoria Italia che nell'ultimo decennio ha perso circa un milione di pecore e agnelli». A rischio anche la biodiversità delle stalle italiane dove sono minacciate di estinzione ben 130 razze allevate tra le quali 38 di pecore, 24 di bovini, 22 di capre, 19 di equini, 10 di maiali, 10 di avicoli e 7 di asini. Senza contare il rischio alle porte della carne sintetica «sostenuta da aggressive campagne promosse dalle grandi multinazionali del cibo», denuncia Coldiretti in conclusione, «per cancellare l'allevamento italiano».
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