Partite Iva, rinnovato il bonus da 600 euro

In Abruzzo i lavoratori interessati sono 108mila, si potranno avere fino a mille euro: ecco come
L'AQUILA. Rinnovato, anche per i mesi di aprile e maggio, il bonus da 600 euro per partite Iva, autonomi e collaboratori. La misura, contenuta nell'articolo 89 del decreto "Rilancio", approvato dal Consiglio dei ministri il 13 maggio scorso, riguarda in Abruzzo 108mila lavoratori, che hanno già usufruito dello stesso trattamento a marzo. Con una piccola variante: a maggio il bonus salirà a 1.000 euro per le partite Iva già beneficiarie dell'indennità, che abbiano subìto una comprovata riduzione di almeno il 33% del reddito nel secondo bimestre di quest'anno, rispetto allo stesso periodo del 2019. Analogo trattamento economico vale per i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, purché abbiano cessato l'attività lavorativa al momento dell'entrata in vigore del decreto. Per ottenere l'indennità da mille euro, sarà necessario inoltrare una specifica domanda all’Inps, che verificherà quanto autodichiarato dal richiedente, interfacciando i dati con l’Agenzia delle entrate. Un doppio passaggio che potrebbe comportare, avverte il Governo, tempi un po' più lunghi per l'erogazione del bonus di maggio.
TURISMO E AGRICOLTURA. Per i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali Ago e per gli stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, compresi i lavoratori in somministrazione rimasti senza lavoro tra il I° gennaio 2019 e il 17 marzo di quest'anno, che non siano titolari di pensione, Naspi o altro rapporto di lavoro dipendente e che abbiano già beneficiato a marzo dell’indennità di 600 euro, è previsto un bonus di pari importo anche per il mese di aprile.
A maggio il sussidio salirà a 1000 euro, secondo quanto stabilito dal Governo. Per i lavoratori del settore agricolo, che hanno ricevuto il primo bonus da 600 euro, l'indennità invece scenderà, ad aprile, a 500 euro. Per i lavoratori dello spettacolo è stata rinnovata l’indennità piena di 600 euro, sia per aprile che per maggio. Rientrano tra i beneficiari anche gli iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo, con almeno sette contributi giornalieri versati lo scorso anno e un reddito non superiore ai 35mila euro.
ALTRE INDENNITÀ. Nel novero dei beneficiari dell'indennità da 600 euro, per il bimestre aprile-maggio, sono state inserite anche altre tipologie di dipendenti e autonomi che, a causa dell’emergenza coronavirus, hanno cessato, ridotto o sospeso l’attività o il rapporto di lavoro, purché non siano titolari di altro contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato diverso da quello intermittente e non percepiscano un trattamento pensionistico. Nello specifico, si tratta di stagionali di settori diversi dal turismo, che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio di quest'anno. Devono inoltre, aver svolto la prestazione lavorativa per almeno 30 giorni in questo periodo. Il bonus spetta anche ai lavoratori intermittenti che abbiano svolto una prestazione lavorativa per almeno 30 giornate, sempre tra il 1° gennaio dello scorso anno e il 31 gennaio di quest'anno e agli autonomi senza partita Iva, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che tra il 1° gennaio 2019 e il 23 febbraio 2020 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali e non abbiano un contratto in essere alla data del 23 febbraio scorso.
A patto, però, che siano già iscritti alla Gestione separata con accredito, nello stesso arco temporale, di almeno un contributo mensile. Infine, hanno diritto all'indennità gli incaricati alle vendite a domicilio, con reddito annuo, riferito al 2009, superiore 5mila euro e titolari di partita Iva attiva, iscritti alla Gestione separata.
INCOMPATIBILITÀ. I lavoratori iscritti al Fondo lavoratori dello spettacolo percepiranno un' indennità di 600 euro ad aprile e maggio, sempre che non siano titolari di rapporto di lavoro dipendente o di pensione alla data di entrata in vigore del decreto Rilancio, mentre per coloro che hanno i requisiti per ottenere l’indennità, ma appartengono a nuclei familiari in cui si percepisce il reddito di cittadinanza, se l’importo del reddito goduto è inferiore a quello dell’indennità spettante, è prevista un’integrazione del sussidio. Se, invece, il reddito di cittadinanza già percepito è superiore al bonus, scatta l’incompatibilità tra le due prestazioni.
SCADENZA DOMANDE. La domanda di indennità per il mese di marzo deve essere presentata entro 15 giorni dall’entrata in vigore del decreto Rilancio. Per ottenere i bonus di aprile e maggio, che verranno erogati in un'unica soluzione, è necessario inoltrare domanda all'Inps: al momento non è stata indicata alcuna scadenza per le presentazione delle richieste. (m.p.)

