Partiti i lavori per salvare la pineta «Sono 190 le piante da abbattere»

21 Agosto 2021

Parla l’agronomo Rabottini incaricato dal Comune di effettuare uno studio nell’area verde dopo il rogo «Stiamo cercando di salvare il salvabile, il comparto 5 è distrutto e ci vorrà tempo per farlo rinascere»

PESCARA. «Sono in tutto 190 le piante da abbattere immediatamente, mentre altre 230 si possono salvare potandole». A parlare così è Carlo Massimo Rabottini, docente di Scienze agrarie, uno dei massimi esperti in Abruzzo di questa materia, con una specializzazione delle piante a rischio e un’esperienza diretta di circa 20 anni misurata in diverse zone devastate da incendi. Rabottini è stato incaricato dal Comune di effettuare uno studio sulla Pineta dannunziana, devastata dal rogo scoppiato il primo agosto scorso. Dovrà effettuare una verifica conservativa per salvaguardare il maggior numero di piante, con i macchinari e le tecniche all’avanguardia. L’ultimo sopralluogo nella riserva risale a mercoledì scorso e da un primo esame è risultato che diverse piante colpite dal fuoco potranno essere salvate.
Dottor Rabottini, in quali condizioni è la pineta?
«Stiamo cercando di salvare il salvabile, ci sono 230 piante considerate a medio rischio da potare e 190 da abbattere. Ne sono stati già tagliate 58, le altre sono ancora da fare. Consideri, però, che il comparto 5 della pineta è in gran parte andato. Per quanto riguarda il resto dell’area verde bisognerà attendere verifiche più approfondite».
Ci vorrà molto tempo per poter rivedere la pineta com’era prima dell’incendio?
«Su questo non mi posso pronunciare, nel senso che non so come il Comune intenderà muoversi. Non so se si avvarrà dell’aiuto della Regione, della Sovrintendenza, dei carabinieri forestali. Il Comune, in concertazione con queste autorità, troverà la quadra per avviare i lavori di somma urgenza».
Secondo lei, quanto denaro sarà necessario per svolgere tutti questi interventi?
«Non glielo so dire. Non abbiamo ancora idea dei danni provocati dall’incendio. Abbiamo effettuato solamente un esame delle piante perimetrali alle strade e alle aree limitrofe».
Ma i 190 alberi da abbattere sono in tutta la pineta?
«Sono quelli nelle aree interessate dall’incendio. Cioè quelli perimetrali alle strade e alle aree limitrofe. Noi abbiamo valutato finora 400 piante».
Le altre, quindi, possono essere salvate?
«Il mio consiglio è quello di attendere, perché la natura deve fare il suo corso e quelle piante che sono in forse, vediamo se riusciranno a sopravvivere oppure no. Noi abbiamo dato delle chance a tutte e abbiamo deciso di abbattere quelle che sono morte fisiologicamente e quelle che hanno avuto un distacco del colletto, oppure che hanno grosse grosse problematiche. Non ce la siamo sentita di abbatterle subito. Se c’è una possibilità di farle riprendere ben venga».
Si tratta solo di pini?
«Le piante interessate sono pini e latifoglie, ma per queste ultime non ci sono grossi problemi per una ripresa».
Secondo lei, è giusto mantenere la pineta in questo stato senza fare manutenzione?
«Non glielo so dire. Ci saranno delle riunioni apposite in futuro con degli specialisti per decidere. Il mio parere è che la natura debba fare il suo corso».
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